Pietro Diodato
Pietro Diodato

Napoli, 10 ottobre 2021 - "Sono stato espulso da Fratelli d'Italia". Ad annunciarlo è Pietro Diodato, ex consigliere regionale campano e storico dirigente della destra napoletana. La mattina di sabato 4 settembre, ultimo giorno utile per la presentazione delle liste dei candidati alle elezioni amministrative di Napoli, Diodato era stato protagonista di una rissa con Marco Nonno, attuale consigliere regionale di Fdi e consigliere comunale uscente, con il quale condivide la lunga militanza nella destra napoletana e il quartiere di origine, fulcro della loro attività politica, Pianura.

Come conseguenza immediata della rissa, il nome di Diodato, inizialmente previsto nella lista di Fratelli d'Italia, è confluito nella lista civica "Catello Maresca". La lista civica a sostegno della candidatura a sindaco di Catello Maresca è stata però esclusa dalla commissione elettorale, esclusione confermata dal Tar Campania e dal Consiglio di Stato, per irregolarità nella presentazione. Nei confronti di Diodato, racconta lo stesso ex consigliere regionale in un video pubblicato su Facebook, "è stato aperto un provvedimento disciplinare, concluso con l'espulsione dal partito, dopo che mi ero dimesso”. E questo, secondo la versione di Diodato, “non per la rissa, o meglio l'aggressione, del 4 settembre, o per aver votato per 5 anni il bilancio di de Magistris permettendogli di restare in sella come hanno fatto altri, ma – sottolinea – per aver aderito a lista diversa e contrapposta a quella di Fratelli d'Italia'".

Non ho mai tradito il partito. Sono entrato in Fdi alla fine del 2016 – ricorda Diodato –. Il partito usciva dalla disastrosa campagna elettorale al comune di Napoli (1,28%), che aveva visto molti, consiglieri comunali in testa, abbandonare la nave in difficoltà, per rifugiarsi nelle liste di Lettieri. Chiamato a dare una mano, portai in dote un consigliere comunale di Napoli, consiglieri municipali e consiglieri comunali della provincia, oltre a tantissimi dirigenti e militanti già di Alleanza Nazionale. Una scommessa difficile, ma non ci tirammo indietro”, conclude il militante espulso, che dice di sentirsi “vittima di discriminazione politica”.