Carcere (immagine di repertorio)
Carcere (immagine di repertorio)

Napoli, 19 ottobre 2021 - Un detenuto si è tolto la vita impiccandosi domenica scorsa nel carcere napoletano di Secondigliano. Si tratta dell'ottavo suicidio in carcere in Campania e il 36esimo in Italia dall'inizio dell'anno. Il detenuto era giunto a Secondigliano da quasi un anno, proveniente da Torino, dove era evaso durante un permesso, e aveva un fine pena breve, nel 2024. "Il ritmo delle morti per suicidio nelle carceri non provoca sussulti, sgomenti, indignazione, non sviluppa campagne di prevenzione, di sensibilità sul tema delle carceri", dichiarano il garante campano dei detenuti Samuele Ciambriello e quello napoletano Pietro Ioia. "Il detenuto - spiegano - era molto seguito dal carcere, aveva effettuato diverse visite psichiatriche, era ristretto in una sezione aperta, aveva ripetutamente chiesto di essere trasferito in un carcere del Nord poiché i suoi familiari risiedono in Germania. La violenza endemica del carcere ormai coinvolge tutti, comprese le paure e le insicurezze dei cittadini e il cinismo e la pavidità della politica, che considera il carcere necessario per tutti i 'diversi' della società. Come garanti crediamo che sia necessario andare oltre la punizione del carcere come antidoto all'insicurezza dei cittadini, non strumentalizzando le vittime come fa la politica, e applicando l'articolo 27 della Costituzione riguardante la rieducazione del condannato e l'articolo 2 della Costituzione che tratta di diritti inviolabili dell'uomo".