Napoli, 22 agosto 2021 – Verrà convocato per fine agosto, o al massimo per i primi giorni di settembre, il tavolo sulla crisi Whirlpool. Il Mise sta già lavorando a un piano di
riconversione dello stabilimento di elettrodomestici di Napoli, prima della scadenza della cassa integrazione. Si cercano aziende italiane interessate all'investimento, un “piano B” sostanzialmente già pronto: i contatti con le aziende interessate a operare nell'area in una sorta di consorzio sono in una fase cruciale.

Ieri, intanto, i lavoratori Whirlpool si sono incontrati nello stabilimento di via Adige per celebrare una messa – officiata da don Peppino Gambardella, parroco di Pomigliano d'Arco – in memoria di Gino Strada e di tutte le morti bianche, vittime cadute sul posto di lavoro. Tra loro, anche l'assessora dimissionaria del Comune di Napoli, Alessandra Clemente, candidata sindaca alle elezioni di ottobre. Alla messa, celebrata nello spazio del Cral della Whirlpool, c'erano anche i volontari del poliambulatorio Emergency di Ponticelli.

"Essere in questo luogo, alla Whirlpool, è sempre un atto dovuto, soprattutto oggi (ieri per chi legge, ndr) che con don Peppino Gambardella sono stati ricordati i caduti sul lavoro e il compianto Gino Strada con i volontari del poliambulatorio di Emergency, qui a Ponticelli. L'area di Napoli Est rappresenta un grande patrimonio dei diritti, un monito alla lotta per la dignità di tutti, non solo dei napoletani”. Ma non solo. “Voglio riprendere le parole pronunciate da don Peppino durante l'omelia – continua – dicendo che i diritti devono essere di tutti, ma proprio di tutti, altrimenti sono soltanto dei privilegi'. È compito di chi amministra – conclude – trasformare i
privilegi in diritti ed è da queste parole e questi luoghi che Napoli deve ripartire". 

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In arrivo una stagione di crisi bollente

Sono 87 i tavoli di crisi aperti al Ministero per lo Sviluppo economico, a fronte dei 150 che risultavano aperti nel dicembre del 2019: di questi 57 sono tavoli di crisi aperti e 30 i tavoli di monitoraggio. Dal primo di luglio, nonostante lo sblocco dei licenziamenti, grazie in particolare al lavoro della viceministra dello Sviluppo economico, Alessandra Todde, sono stati evitati circa mille licenziamenti: circa 500 a Elica, 400 nell'ex Embraco e 100 nella Manifattura Riese, dove la procedura di licenziamento collettivo è stata sospesa fino al 27 ottobre.

È fissato per il 9 settembre il tavolo Blutec, che punta a rilanciare il sito produttivo di Termini Imerese con nuovi investitori. L'obiettivo è lavorare su un percorso che punti a valorizzare il territorio. "È un percorso lungo, difficile che va chiaramente portato avanti. Ma siamo pronti a
prendere in considerazione e incentivare tutte le proposte serie", ha spiegato la stessa viceministra lo scorso 11 agosto convocando il tavolo proprio a Termini Imerese.

A settembre è previsto anche il tavolo per Elica: l'impresa si è impegnata ad avviare interlocuzioni a livello locale per arrivare a presentare un nuovo piano industriale che non preveda esuberi e delocalizzazioni. In programma a settembre anche il tavolo sull'ex Embraco. Dopo la proroga per 6 mesi della cassa integrazione, è stato chiesto a Invitalia di nominare un advisor per il processo di reindustrializzazione e si attendono le risposte. Per quanto riguarda Gkn e Giannetti Ruote, invece, vanno avanti le interlocuzioni con le aziende, che hanno aperto alla possibilità di accettare le 13 settimane di cassa, in palio complessivamente ci sono circa 700 posti di lavoro. Una ipotesi che potrebbe accelerare in vista del possibile varo del decreto Todde-Orlando.

Decreto legge Todde-Orlando

La viceministra dello Sviluppo economico e il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, stanno infatti lavorando allo schema di decreto legge, il cui nome ufficiale sarà “schema di decreto legge recante misure urgenti in materia di tutela dell'insediamento dell'attività produttiva e di salvaguardia del perimetro occupazionale”, che dovrebbe essere presentato entro la fine di agosto e i primi giorni di settembre direttamente in Consiglio dei ministri. La norma è quasi pronta e i tecnici stanno limando i testi.

Si tratta di un insieme di misure che richiamano alla responsabilità sociale delle imprese, per mettere un argine alle delocalizzazioni, evitare licenziamenti selvaggi e obbligare chi utilizza i soldi dello Stato a risponderne alle istituzioni e ai cittadini. Alle imprese verrebbe chiesto di comunicare ogni scelta in maniera preventiva alle istituzioni, aprire tavoli di confronto, utilizzare gli ammortizzatori sociali, redigere un piano di reindustrializzazione e riqualificazione, esplorare soluzioni alternative all'eventuale cessazione dell'attività. Saranno previste sanzioni per chi viola la nuova procedura e la restituzione degli eventuali incentivi pubblici ricevuti.