Gravidanza: donna incinta
Gravidanza: donna incinta

Napoli, 9 settembre 2021 – La piccola Sharon non ce l’ha fatta, aveva solo venti giorni e una speranza di vita ridotta al lumicino dopo un parto cesareo prematuro, reso difficile dalle complicazioni del Covid, da cui era affetta la mamma. La donna – una 25enne non vaccinata di Montano Antilia, nel Salernitano – era arrivata al Policlinico Federico II già intubata e in condizioni gravissime, trasferita dall'ospedale di Vallo della Lucania dove era ricoverata da tre giorni in terapia intensiva. La piccola è nata dopo solo 24 settimane di gestazione, fino ad oggi, quando si è spenta nel reparto di terapia intensiva neonatale del policlinico. È il secondo caso, dall'inizio della pandemia, di un prematuro morto dopo essere stato partorito da donna positiva al Covid.

La mamma, ancora positiva al Covid, è gravissima e sta ancora lottando tra la vita e la morte. Il professore Francesco Raimondi, ordinario di pediatria e responsabile del reparto di Neonatologia della Federico II, evidenzia che “in ospedale continuano ad arrivare bimbi nati pretermine da mamme con Covid. I prematuri nati ad agosto al Policlinico sono comunque in buone condizioni”.

Il cordoglio del sindaco di Ascea

Ad annunciare la notizia il Comune di Ascea, il paese in cui risiede la famiglia della bambina, che sui social dell’ente ha scritto un messaggio di sostegno per la famiglia. “Il sindaco, l'Amministrazione comunale e i dipendenti tutti sono vicini al dolore che ha colpito la famiglia per la perdita della piccola Sharon. Le nostre preghiere vanno alla madre affinché guarisca al più presto e alla famiglia tutta”, si legge nel post pubblicato su Facebook.

Parto prematuro: non è un caso isolato

Non è l’unico parto prematuro avvenuto in agosto al Policlinico di Napoli, gli altri bambini sono comunque in buone condizioni. Tra loro anche il caso di una 31enne napoletana finita in terapia intensiva per una polmonite, dopo essere stata trovata positiva al Coronavirus e avere partorito al sesto mese.

Covid, si alza il rischio di parti prematuri: lo rileva uno studio statunitense

Secondo uno studio condotto dagli scienziati dell'Università della California, l'infezione da Covid durante la gravidanza può aumentare fino al 60% il rischio di parto prematuro, dato che schizza al 160% nei casi di donne affette da ipertensione, diabete e obesità. Stando ai risultati del gruppo di ricerca, il rischio di parto dopo meno di 32 settimane di gestazione risulta del 60% più elevato tra le mamme che durante la gravidanza avevano avuto l'infezione. Allo stesso tempo, è stato registrato un aumento del 40% della probabilità di portare a termine una gravidanza a meno di 37 settimane di gestazione per le donne incinte con Covid-19.