21 gen 2022

Covid, sit-in al carcere di Poggioreale. I parenti dei detenuti: “Troppi in cella”

Contagi in aumento. Ad affiancare la protesta delle famiglie per il diritto alla salute dei detenuti il garante della Campania e quello di Napoli

Rita Bernardini (Partito Radicale), Samuele Ciambriello e Pietro Ioia garanti detenuti di Campania e Napoli
Rita Bernardini (Partito Radicale), Samuele Ciambriello e Pietro Ioia garanti dei detenuti

Napoli, 21 gennaio 2022 - Sit-in dei parenti dei detenuti del carcere di Poggioreale a Napoli dove, è l'allarme che lanciano, il sovraffollamento delle celle favorisce i casi di contagio da Covid. Ad affiancare la protesta il garante dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, e quello di Napoli, Pietro Ioia. Con loro anche Rita Bernardini, esponente del Partito Radicale.

Contagiati detenuti e agenti

 “I detenuti contagiati oggi a Poggioreale sono 153 - rende noto Ciambriello - ai quali bisogna aggiungere 46 agenti di polizia penitenziaria. Per due detenuti è stato necessario il ricovero in ospedale mentre i detenuti contagiati in tutta la Campania sono 482 e 183 sono gli agenti”. Fuori dal carcere è stato esposto anche uno striscione contro le violenze avvenute nel carcere di Santa Maria Capua Vetere e per chiedere il diritto alla salute per tutti i detenuti.

“Covid e carcere creano insicurezza e il sovraffollamento che registriamo a Poggioreale, con detenuti che continuano ad arrivare anche da fuori regione, non fa che peggiorare la situazione. Chiediamo - aggiunge Ciambriello - che il ministro provveda al più presto ad un decreto svuota carceri magari a partire dall'aumento dai giorni previsti per la scarcerazione anticipata”.

Visite interrotte 

Molti dei parenti giunti per incontrare i detenuti hanno appreso solo all'ingresso che il loro congiunto era contagiato o in isolamento. “Le lamentele di mogli, figlie e mamme - conclude il garante - sono del tutto legittime. Bisogna pensare ad una migliore informazione magari aprendo uno sportello telematico di informazione facendo il più possibile ricorso alle videochiamate”.

La testimonianza

"Hanno sbagliato e stanno pagando il loro errore - precisa Maria una ragazza venuta a visitare suo padre - ma la pena non sia castigo. A mio padre e a tutti i detenuti va comunque garantito il diritto alla salute. Questo virus ci sta mettendo in ginocchio. Il sistema carcerario e anche la mancanza di personale fa aumentare il tempo che i detenuti sono costretti a passare in celle sovraffollate dove il distanziamento non esiste. Oggi siamo qui per chiedere alla ministra Cartabia di fare presto e di pensare a pene alternative per chi ha da scontare pene minime. Poggioreale - conclude - è una polveriera che prima o poi potrebbe esplodere”.

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