Covid
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Napoli, 24 giugno 2021 – Scatta l’allarme per il possibile diffondersi della variante Delta del Covid-19 a Torre del Greco, nel Napoletano. Nella città vesuviana, stando ai dati dell’Asl Napoli 3 Sud, sono 27 i positivi alla mutazione del virus e sono tutti riconducibili ai 44 casi già registrati nelle scorse settimane.

Variante Delta, la situazione a Torre del Greco

“Dai dati in nostro possesso, uno dei soggetti contagiati è stato costretto al ricovero ospedaliero – ha dichiarato Gaetano D’Onofrio, direttore sanitario dell’Asl Napoli 3 Sud –, 24 risultano paucisintomatici e posti in regime domiciliare e uno è totalmente asintomatico”.

In una nota, l’azienda sanitari ha poi precisato che “i 27 casi non sono da ritenersi nuovi, ma invece si tratta di quelli attualmente attivi sulla scorta dei soggetti nel frattempo guariti”. In totale a Torre del Greco i cittadini positivi al Covid sono invece 83, con 15 soggetti ospedalizzati.

La situazione, comunque, è al momento sotto controllo. Anche a livello regionale: in Campania i soggetti positivi alla variante Delta sono infatti 82, di cui solo due ricoverati in ospedale. Entrambi – si tratta di un uomo di 57 anni in terapia subintensiva e una ragazza di 25 in degenza – non erano vaccinati.

Limone: “Nostri sequenziamenti diversi dall’Iss”

Un altro 10% degli infetti, invece, ha “già fatto una dose di vaccino, ma solo un paio di giorni prima dell'infezione”, ha spiegato Antonio Limone, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico di Portici, che si occupa della ‘caccia’ alle nuove mutazioni del virus insieme al Tigem e all’ospedale Cotugno di Napoli.

Limone ha rassicurato che “facciamo 360 sequenziamenti completi a settimana e abbiamo il polso della variante Delta”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo fatto finora 16.500 sequenziamenti, scegliendoli in maniera diversa rispetto all'Istituto Superiore di Sanità, seguendo un nostro percorso con grande attenzione”.

“La vera partita si gioca con la vaccinazione”

“La Campania è la regione che sequenzia più pazienti per cercare le diverse variazioni del virus, abbiamo una forte responsabilità perché con la nostra alta densità abitativa non possiamo perdere il polso”. Il dg dell’Istituto Zooprofilattico ha poi spiegato che il 90% dei casi registrati “ha tosse, poca febbre, poco più di un raffreddore”.

Solo due, come detto, ricoverati. E non immunizzati: “È chiaro – ha concluso Limone – che se una variante trova una fetta di popolazione sguarnita di vaccini si allarga, trova spazio. La vera partita al momento si gioca proprio con la vaccinazione”.