Lo sreenshot della domanda inserita nel test
Lo sreenshot della domanda inserita nel test

Napoli, 5 luglio 2021 – “Pregiudizi razzisti” al test in inglese di un concorso, la città di Napoli associata allo stereotipo di luogo di furti di portafogli. È successo alla prova in inglese di preselezione del concorso per il personale italiano della dogana. Una frase da completare in cui si dava per scontato che Napoli fosse teatro abituale di furti, simulando una conversazione durante un'ipotetica denuncia da parte di turisti stranieri. Immediata la reazione del Comune di Napoli.

La frase “incriminata”

I .... when I was in Naple” è la frase inserita nel test, da completare in inglese per indicare che il soggetto era stato vittima di un furto a Napoli, come se fosse una pratica abituale che non lasciasse spazio ad altre interpretazioni.

A sollevare la questione, a nome dell'intera giunta comunale di Napoli, l'assessora alle pari opportunità, Francesca Menna, e l'assessora a Turismo e Cultura, Annamaria Palmieri. “Un Paese che voglia davvero dirsi europeo – dicono le due assessore - non si può consentire superficialità politicamente scorrette ed ispirate a pregiudizi vergognosi e razzisti come quelli rivelati dal quesito presente nella prova preselettiva di inglese del concorso per il personale della dogana”.

“Offesa gratuita”

Nel quesito si chiedeva come formulare la denuncia di furto del portafoglio trovandosi a Napoli. “Un'offesa gratuita - proseguono i due membri della giunta de Magistris - alla città e alla cultura, visto anche il grossolano errore ortografico che sostituisce Naples con Naple.

La città chiede delle scuse per una frase che rischia di scivolare in uno stereotipo duro da digerire, soprattutto se legato alle forze dell'ordine. “L'Amministrazione auspica che qualcuno voglia scusarsi con i napoletani per questa grave caduta di stile – concludono le assessore – che è ancor più seria se si considera che il concorso è rivolto a personale della dogana, che di certo dovrebbe essere immune da simili pregiudizi”.