Luigi de Magistris
Luigi de Magistris

Napoli, 19 maggio 2021 - Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris a tutto campo dopo le parole dell’ex ministro Gaetano Manfredi, che ha annunciato la sua intenzione a non candidarsi come sindaco di Napoli per il fronte Pd-M5S a causa della disastrata situazione del bilancio comunale.

Una risposta alle critiche indirette mosse dalle parole di Manfredi e un attacco da campagna elettorale nei confronti di un’area politica con cui condivide parte dell’elettorato e rappresenta un ostacolo all’elezione del nome da lui scelto come successore, l’attuale assessora ai giovani Alessandra Clemente.

L’ironia di de Magistris sul “patto di Posillipo”

"Il patto di Posillipo è durato praticamente trenta secondi", ironizza de Magistris, in riferimento all’accordo fatto da alcuni parlamentari pentastellati e dai vertici del Partito democratico napoletano sul nome di Gaetano Manfredi. E che la lettera dell’ex ministro dell’Università del Conte bis sembra aver rimesso in discussione, anche se non è detta l’ultima parola e nelle prossime ore proseguirà il pressing, con Giuseppe Conte in testa, per far cambiare idea a Manfredi.

De Magistris: “Una legge speciale non può essere cucita sul candidato”

A non essere piaciuta al sindaco di Napoli è stata sopratutto l’idea di una legge speciale per lo stralcio del debito del capoluogo campano: “Non può essere cucita sul candidato”, accusa. 

Per de Magistris, fare una legge in piena campagna elettorale ''non sarebbe una bella cosa e inoltre sarebbe anche un po' mortificante per chi come noi, in questi dieci anni, ha buttato il sangue e ogni volta che abbiamo interloquito con Roma - ha sottolineato - ci è stato detto che non si può mettere a disposizione nemmeno un centesimo di euro. E oggi, invece, guarda caso - ha concluso - vorrebbero mettere a disposizione soldi per una legge speciale”.

De Magistris contro la sentenza della Corte Costituzionale 

Secondo de Magistris una legge sarebbe necessaria, certo, ma per tutti gli oltre duemila Comuni a rischio default, compreso Napoli. Finora, invece, niente è stato fatto. Tuttavia, se questa è l’idea, de Magistris si è detto pronto a collaborare con Roma.

Secondo de Magistris, alla base del problema ci sarebbe una sentenza “tecnicamente sbagliata” della Corte Costituzionale, che impedisce di spalmare il debito storico in 30 anni e, anzi, impone venga ripianato in tre anni, di fatto creando le condizioni per il dissesto finanziario delle amministrazioni locali.

“Finalmente hanno capito cosa significa amministrare Napoli”

È il debito storico accumulato negli anni, sostiene de Magistris, il fardello per i conti del capoluogo campano: “Mi fa piacere che tutti, da Roberto Fico a Gaetano Manfredi, si stiano rendendo conto di cosa ha significato amministrare questa città senza soldi, con un debito ingiusto ereditato”, tra l’altro, ha aggiunto il sindaco, “per una responsabilità politica evidente anche di quelle forze politiche che in questi anni hanno governato il Paese”.

Insomma, se la situazione debitoria è drammatica, ha concluso de Magistris,”non è per responsabilità di questa amministrazione, che ha chiuso l'ultimo suo bilancio nell'autunno 2020”.