Napoli, 25 ottobre 2021 - Un nuovo gruppo criminale, sfruttando la momentanea assenza di una vera e propria leadership all'internodel clan Cesarano di cui faceva parte, si era organizzato per assoggettare al suo controllo parte del territorio Nord della città di Castellammare di Stabia (Napoli), attraverso una serie di estorsioni a danno di commercianti e attività imprenditoriali della zona. Nei confronti di sedici componenti del gruppo i militari della compagnia stabiese hanno dato esecuzione, questa mattina, a una ordinanza applicativa di misure cautelari, emessa dal Gip del tribunale di Napoli su richiesta della locale procura distrettuale Antimafia. 
Cinque indagati sono finiti in carcere, sei ai domiciliari, mentre per altre cinque persone è stata disposta la misura del divieto di dimora in Campania. 
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Estorsione aggravata da metodo mafioso

Sono gravemente indiziati, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso, lesioni personali aggravate dal metodo mafioso e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'attività di questo gruppo autoctono erano iniziate nel luglio del 2018 quando il clan aveva appurato l'esistenza di una florida attività di spaccio di sostanze stupefacenti gestita da alcuni indagati facenti capo a Antonio Maragas, promotore dell'attività di spaccio ma anche garante della stessa, in virtù della sua forza intimidatricee di quella dei suoi fiancheggiatori nel recupero dei crediti derivanti da ritardati o omessi pagamenti dello stupefacente. 
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La scarcerazione di O Vichingo

Il prosieguo delle indagini, in concomitanza con la scarcerazione avvenuta nel gennaio del 2019 di Giovanni Battista Lambiase Grimaldi, detto "O Vichingo", ha dimostrato la volontà riorganizzativa del gruppo criminale, che si proponeva di approfittare del temporaneo vuoto di potere ai vertici del clan Cesarano, imponendo estorsioni a imprenditori, commercianti e a un commercialista. 
Gli stessi Maragas e Lambiase Grimaldi erano stati arrestati in flagranza per estorsione aggravata dal metodo mafioso nel giugno del 2019 dopo aver intascato 500 euro in contanti, somma elargita da un imprenditore edile locale quale anticipo della richiesta estorsiva di complessivi 2mila euro. In un anno sono state arrestate in flagranza di reato cinque persone (due per estorsione aggravata dal metodo mafioso e tre per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti) e sequestrati circa 1 chilo di marijuana e 30 grammi di cocaina. 
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