24 feb 2022

Castellamare di Stabia, sciolto il comune per infiltrazioni della camorra

La decisione del Consiglio dei ministri. L’amarezza del sindaco Cimmino: “Ho onorato la mia carica lavorando giorno e notte”

Direzione Investigativa Antimafia (immagini di repertorio)
Direzione Investigativa Antimafia (immagini di repertorio)

Napoli, 24 febbraio 2022 - Sciolto per infiltrazioni camorristiche il Comune di Castellammare di Stabia. La proposta, della ministra dell'Interno Luciana Lamorgese e presentata sulle basi della relazione conclusiva di una commissione d’indagine partita dopo l'arresto il 23 marzo 2021, di 16 esponenti del clan D’Alessandro.  Sul caso alcuni parlamentari depositarono un'interrogazione per la ministra perché si accedesse agli atti del Comune di Castellamare di Stabia "al fine di accertare l'entità di eventuali condizionamenti malavitosi e ingerenze della criminalità organizzata".

Da oggi 25 febbraio 2022 il Comune è commissariato

C'è amarezza nelle parole del sindaco Gaetano Cimmino per la decisione del Consiglio dei Ministri di sciogliere il consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni mafiose. Ingegnere, 45 anni, eletto nel 2018 alla guida di una coalizione di centrodestra, Cimmino commenta: “Attendiamo di leggere cosa c'è scritto nella relazione all'attenzione del Consiglio dei Ministri, ma è certamente una sconfitta per l'intera città. Se si è arrivati a questa decisione probabilmente qualcosa è stato sottovalutato e qualcosa è stato sbagliato. È necessario che mi assuma le mie responsabilità. È giusto che anche i partiti, tutti, centrodestra e centrosinistra, aprano un'ampia riflessione. Castellammare è una città complessa. Ci saranno modi e tempi per approfondire nei prossimi giorni. Ho onorato la mia carica fino all'ultimo momento, lavorando giorno e notte solo e solamente per la mia città. Instancabilmente, come in ogni momento di difficoltà che abbiamo attraversato, emergenza sanitaria compresa”.

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Senatore Ruotolo: “Avevamo visto giusto. Ora bisogna voltare pagina”

“Avevamo visto giusto. Il consiglio dei ministri ha sciolto per infiltrazioni mafiose il comune di Castellammare di Stabia. E avevamo visto giusto anche a Torre Annunziata dove ci sono state le dimissioni del sindaco e dei consiglieri comunali all’indomani delle perquisizioni a tappeto e delle incriminazioni per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Anche altri comuni dell’area metropolitana di Napoli sono commissariati. Per chi vive in queste comunità vuol dire democrazia sospesa. Quando interviene la magistratura o quando interviene il governo con lo scioglimento delle assemblee elettive si riducono gli spazi di democrazia. Tocca alla politica recidere i rapporti con la criminalità organizzata. La questione di fondo sulla quale ci dobbiamo interrogare tutti è la formazione e la qualità della classe dirigente. Noi sappiamo che dove c’è la camorra non c’è sviluppo, non ci sono diritti, non c’è libertà. Sappiamo che Castellammare di Stabia come Torre Annunziata hanno bisogno di voltare pagina”. Lo afferma in una nota il senatore Sandro Ruotolo del Gruppo Misto.

Pd: “Si apre una nuova stagione"

"Il Consiglio dei ministri ha sciolto per condizionamento della camorra il Comune di Castellammare di Stabia. A nostro parere si tratta di una decisione inevitabile". Lo dichiarano in una nota congiunta il segretario del Pd di Castellammare, Peppe Giordano, e il segretario metropolitano Pd di Napoli Marco Sarracino. "Il Pd in questi anni ha sempre chiesto che emergesse la verità - aggiungono - sottolineando in tutte le sedi la necessità di una maggiore trasparenza da parte dell'ex amministrazione comunale, denunciando più volte la possibilità di numerosi intrecci tra il malaffare, una certa imprenditoria con rapporti opachi e una parte della classe politica. Da oggi si apre una nuova stagione, nella quale siamo in campo assieme alle migliori forze della città per riaccendere la speranza in un territorio che vive numerose difficoltà ma che anche ricco di tantissime opportunità", concludono Giordano e Sarracino.

 

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