23 lug 2021

Capri, aperto il fascicolo per disastro colposo: domani l'autopsia sull'autista deceduto

L'autopsia stabilirà se Emanuele Melillo, l'autista di 33 anni alla guida del minibus precipitato ieri a Marina Grande, abbia avuto un infarto. Restano in prognosi riservata i 23 feriti ricoverati in ospedale

(DIRE) Napoli, 22 lug. - Ventotto feriti e una vittima. Questo il bilancio del grave incidente occorso ad un bus di linea precipitato nei pressi di Marina Grande a Capri. A darne conferma la Asl Napoli 1 che, in una nota, ricostruisce le fasi dei soccorsi scattate "immediatamente" attivando, attraverso l'Unit
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A quanto si è appreso, la morte di Melillo è avvenuta a distanza di circa mezz'ora dall'incidente, quando i soccorsi stavano predisponendo il suo trasferimento in ospedale e dopo massaggi cardiaci e uso di un defibrillatore. Intanto la Procura di Napoli ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti e l'ipotesi più probabile è che si indaghi per disastro colposo. A coordinare l'attività, il sostituto procuratore Maurizio De Marco e il fascicolo è stato assegnato alla sezione “Lavoro e Colpe Professionali”, coordinata dall'aggiunto Simona Di Monte.

Gli accertamenti sull'incidente, oltre a quanto emergerà dall'autopsia, che dovrà stabilire se l'autista sia stato sopraffatto da un malore, forse un infarto, diversi periti lavoreranno sugli accertamenti legati allo stato di manutenzione non solo del minibus coinvolto nell'incidente, ma anche di altri mezzi dell'Azienda trasporti caprese, e sulle protezioni posizionate ai lati della carreggiata che non hanno retto all'urto.

Feriti: gravi, ma in condizione stabile

Restano stabili, pur nella loro gravità, le condizioni dei pazienti feriti nell'incidente avvenuto ieri a Capri e ricoverati all'Ospedale del Mare. Per loro, fa sapere la Asl Napoli 1 Centro, prosegue l'osservazione clinica, e il monitoraggio dei parametri vitali.

"Tutti i pazienti - scrive la Asl in una nota - hanno subito un politrauma a dinamica maggiore, ragione per la quale al momento non è possibile sciogliere la prognosi di nessuno di loro. Solo le condizioni di uno dei ricoverati destano maggiore preoccupazione, anche se i medici nutrono ancora la speranza di poter effettuare un trattamento conservativo per evitare un intervento chirurgico".

 

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