Walter Schiavone, figlio secondogenito del capo del clan dei Casalesi "Sandokan"
Walter Schiavone, figlio secondogenito del capo del clan dei Casalesi "Sandokan"

Napoli, 26 novembre 2021 – Dopo il pentimento del primogenito Nicola arriva anche quello del secondogenito Walter, due figli di Francesco Schiavone, superboss dei Casalesi detto "Sandokan", hanno scelto di collaborare con la giustizia. Ed è il secondo figlio Walter Schiavone a pentirsi in queste ore, collaborando in particolare con la Dda di Napoli, cui avrebbe reso già due interrogatori. Nell'udienza tenuta ieri davanti al gup del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) nell'ambito del processo sull'imposizione di mozzarella a caseifici del Casertano, Walter Schiavone ha fatto le prime ammissioni parlando di agevolazioni sui prezzi per gli uomini del clan dei Casalesi. Walter Schiavone è intervenuto nel corso dell'udienza preliminare in video collegamento dal carcere in un sito protetto, confermando, replicando a una domanda del suo avvocato, che alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli sta parlando "anche di altro".

Prossima udienza il 17 dicembre

Walter Schiavone è stato raggiunto lo scorso 10 giugno da un'ordinanza di custodia cautelare nell'ambito delle indagini della Dda partenopea su un gruppo criminale, al cui vertice vi era lo stesso Walter Schiavone, che gestiva e controllava con modalità estorsive la distribuzione di prodotti caseari nella provincia di Caserta. La prossima udienza del processo si terrà il 17 dicembre. Secondo la Dda di Napoli, dopo l'arresto di Nicola nel 2010, il clan sarebbe stato gestito proprio da Walter, che in alcuni processi precedenti alla collaborazione, aveva già ammesso di aver fatto parte del clan, sebbene negli anni 2013 e 2014.

Le mani su mercato delle mozzarelle

Dai caseifici ai negozi fino ai ristoranti l'agroalimentare è diventato un settore prioritario di investimento della malavita con un business criminale complessivo che ha superato i 24,5 miliardi di euro. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'indagine della Dda di Napoli sul controllo da parte del clan dei Casalesi del business della distribuzione di prodotti caseari, come la mozzarella di bufala, che ha portato al pentimento di Walter Schiavone. Secondo la DDA i boss - riferisce la Coldiretti - obbligavano vari titolari di caseifici della penisola sorrentina a cedere in via esclusiva i loro prodotti alle aziende riconducibili al clan dei Casalesi, che li avrebbero poi rivenduti sottocosto in regime di monopolio in Campania e in altre parti d'Italia.

La crisi economica innescata dalla pandemia

Approfittando della crisi economica generata dal Covid la mafia si infiltra ancora di più in un settore strategico come quello agroalimentare condizionando il lavoro e la vita quotidiana delle persone. Non solo si appropria di vasti comparti dell'agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato ma compromette in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l'effetto indiretto di minare profondamente l'immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy. Gli ottimi risultati dell'attività di contrasto con la collaborazione dei pentiti confermano - conclude la Coldiretti - la necessità di tenere alta la guardia e di stringere le maglie ancora larghe della legislazione con la riforma dei reati in materia agroalimentare presentate da Giancarlo Caselli, presidente del comitato scientifico dell'osservatorio Agromafie.