Immagini di repertorio
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Napoli, 11 ottobre 2021 - C'era la “mente raffinata”, che aveva ideato la mega-truffa conoscendo a memoria tutti i sistemi economici e i modi per aggirare controlli e leggi, gli imprenditori “amici” che emettevano migliaia di fatture per operazioni inesistenti, creando scorte di denaro. Poi i "ragionieri" che emettevano bonifici fino ad arrivare a un volume d'affari da 100 milioni di euro. E infine i “prelevatori”, che ogni giorno ai bancomat prelevano soldi poco alla volta, fino ad arrivare anche a 55 mila euro al giorno. Ecco il sistema messo in piedi dai Casalesi, grazie a colletti bianchi collusi e a 89 società totalmente soggiogate alle regole della camorra. Il blitz delle fiamme gialle questa mattina. 

La mega truffa 'carosello': 66 misure cautelari

La mega truffa 'carosello' scoperta dalla Procura di Napoli coordinata da Giovanni Melillo, con il procuratore aggiunto Rosa Volpe, ha portato a 66 misure cautelari, dopo una indagine del Nucleo di polizia Valutaria, coordinata dal generale Vito Giordano, e dai nuclei di polizia Economica finanziaria di Napoli, Caserta e Salerno. Ed è stata scoperta una connessione intima tra i sistemi di frode fiscale e le attività di riciclaggio dei clan. Questo il cuore dell'indagine nata da un'altra inchiesta che originariamente puntava a individuare flussi di denaro di imprese edili sospettate di stretti collegamenti con i Casalesi. Sono stati individuati conti correnti postali intestati a persone che non avevano alcuna capacità economica e che invece avevano migliaia di euro in deposito e prelevavano ogni giorno agli sportelli bancomat. Le società coinvolte operavano nel commercio carburanti, nuova frontiera di investimento del crimine organizzato, e quasi tutte fittizie, e di commercio di legname, con giganteschi volumi finanziari. Al centro dell'indagine c'erano Giuseppe Guarino e la sorella Luisa, parenti di Maurizio Capoluongo, boss dei Casalesi della fazione Zagaria, che è stato in carcere per camorra e omicidio e a luglio scarcerato. Nell'associazione a delinquere finalizzato al riciclaggio ognuno aveva il suo ruolo. Chi emetteva fatture, chi faceva i bonifici, chi prelevava e portava soldi nelle case del clan, poco alla volta e non tracciatabile dal sistema bancario e postale. In carcere anche Luigi Austero e il rampollo Nicola Aulisio, Giovanni Rinaldi, Giovanni Mignano e Youssef Christian Hathrouby. Dentro anche Salvatore De Martino, nuovo reggente del clan con base nel popolare rione Fiat e sua moglie Maria, Francesco Pignatiello e suo figlio Pasquale.

Blitz in corso dalle prime ore di questa mattina 11 ottobre 2021

I finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria in collaborazione con i comandi provinciali della guardia di finanza di Napoli, Caserta e Salerno, su delega Dda di Napoli, stanno dando esecuzione a un'ordinanza di applicazione di misure coercitive, emessa dal Gip del tribunale di Napoli, nei confronti di 63 persone, di cui 48 arrestate, domiciliate tra le province di Napoli, Caserta e Salerno, gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio a vantaggio del clan dei Casalesi.

Frodi fiscali per 100 milioni per favorire il clan

Associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio a vantaggio del clan dei Casalesi: è il reato che viene contestato alle 63 persone, domiciliate tra le provincie di Napoli, Caserta e Salerno, ritenute coinvolte nel maxi riciclaggio di denaro, oltre 100 milioni di euro, compiuto attraverso sistematiche e ingenti frodi fiscali. Per 48 persone è stata disposta la custodia cautelare in carcere.