Cittadini hanno lasciato dei fiori all'esterno della pescheria di Antonio Morione
Cittadini hanno lasciato dei fiori all'esterno della pescheria di Antonio Morione

Boscoreale, 28 dicembre 2021 - È in corso di svolgimento l'autopsia sul corpo di Antonio Morione, il titolare della pescheria “Il delfino” morto la sera del 23 dicembre scorso colpito al volto da uno dei quattro proiettili esplosi da uno dei malviventi che avevano provato a rapinare l'esercizio commerciale di via Giovanni Della Rocca a Boscoreale (Napoli).

È ciò che si apprende dal legale della famiglia dell'uomo (sposato e padre di tre figli), l'avvocato Marco Izzo, che per gli accertamenti hanno deciso di non nominare alcun consulente di parte. Gli esami, iniziati nel pomeriggio e disposti dalla Procura che indaga sull'omicidio, potrebbero fornire altri elementi utili agli inquirenti che da giovedì sera indagano sull'efferato delitto, indagini che hanno portato i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata a scandagliare gli ambienti criminali dell'hinterland vesuviano, dove potrebbero essere partiti i rapinatori che la sera del 23 dicembre hanno preso di mira prima la pescheria del fratello di Antonio Morione, Giovanni, “La rosa dei venti”, per poi spostarsi nella vicina “Il delfino”.

Al termine dell'autopsia, la salma del quarantunenne potrebbe essere restituita alla famiglia per la scelta del giorno delle esequie.

Il Parroco di Boscoreale: "Far prevalere sempre la speranza" 

"Prego tanto per Antonio e per la sua famiglia, a cui giunga il mio cordoglio. Il Signore abbia misericordia e ci liberi finalmente dal male della violenza". È quanto ha scritto il vescovo di Nola (Napoli), monsignor Francesco Marino, in un messaggio inviato al parroco della chiesa dell'Immacolata di Boscoreale e vicario episcopale per l'evangelizzazione e il laicato, don Alessandro Valentino. Il presule ha voluto far arrivare il proprio messaggio, tramite don Alessandro, alla famiglia di Antonio Morione, il pescivendolo 41enne ucciso per aver reagito alla rapina al suo esercizio commerciale a Boscoreale, dove si ripetono preghiere e attestati di affetto per il commerciante.


"Ho chiesto ai miei parrocchiani di pregare durante ogni santa messa - ha detto don Alessandro - anche se non conoscevo Antonio, che viveva a Torre Annunziata, sono vicino alla sua famiglia. Ho potuto solo notare la cordialità e la gentilezza sua e della moglie ogni qualvolta passavo davanti alla pescheria. Sarò presente alla cerimonia funebre come parroco della città dove è accaduto l'omicidio, e spero di poter incontrare la famiglia, così come desidera farlo anche il nostro vescovo". Don Alessandro, inoltre, racconta che a Boscoreale in questi giorni, "non si respira l'aria di festa del Natale".

"C'è un'atmosfera surreale - spiega - sono tutti molto tristi per quanto accaduto. A questa comunità chiedo di non far vincere il male due volte. I cattivi devono diventare buoni, e il bene deve prendere il sopravvento, ma allo stesso tempo dobbiamo evitare che il male distrugga quanto di buono c'è in noi. È questo il vero Natale, "la luce che splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno vinta". Ecco, dobbiamo far vincere la luce del bene, affinchè nel giorno in cui questa famiglia ricorderà questa tragedia per sempre, non si spenga la speranza".