Bollettino Campania 20 novembre 2021
Bollettino Campania 20 novembre 2021

Napoli, 20 novembre 2021 - Nelle ultime 24 ore in Campania sono risultate positive al Covid 983 persone a fronte di 30.170 test effettuati con una incidenza del 3,25%, in leggero rialzo rispetto al 3,04% di ieri (885 il dato dei contagi di ieri su 29.048 test esaminati). I deceduti sono tre. I posti letto di terapia intensiva occupati sono 26 a fronte dei 656 disponibili. Più due rispetto a ieri. I posti letto di degenza disponibili sono 3160 (posti letto Covid e offerta privata): 293 quelli occupati, 5 in meno rispetto al dato precedente. Le persone attualmente positive vanno a quota 14.113 e i decessi da inizio pandemia salgono a 8.163

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I dati dalle province

Nel dettaglio nella provincia di Napoli sono 523 i nuovi casi positivi al coronavirus contro i 541 di ieri 19 novembre, per un totale da inizio pandemia che va quota 285.351. In quella di Salerno sono 159, erano 122 ieri (77.196), a Caserta 175 in aumento rispetto ai 145 del giorno prima (73.743), così anche ad Avellino con 48 nuovi contagi rispetto ai 25 della giornata precedente (22.399) e infine a Benevento sono 74 i nuovi positivi (14.328), più del doppio del giorno prima quando erano 31 le persone risultate positive ai test.

Medici di famiglia, terze dosi: “forniture più veloci”

"Non credo ci saranno problemi nelle forniture di vaccini per la terza dose" anti-Covid. "Quello che è certo è che le Regioni vanno a più velocità. Alcune, in particolare al Sud, hanno più dosi disponibili, con un residuo positivo tra quelle consegnate e quelle somministrate. Le Regioni che hanno una riserva stanno accelerando sui richiami come accade in Campania: solo poche settimane fa risultavano 9 milioni di dosi consegnate e 8 mln somministrate". A dirlo è Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale (Fimmg), secondo il quale "il vero problema, per una campagna efficace e senza intoppi sui richiami, è la programmazione. Un aspetto in cui il ruolo dei medici di famiglia è fondamentale".

Il rischio della disparità fra regioni

In questa fase, avverte, "si rischiano differenze di accesso tra le diverse regioni. E questo può creare confusione. E dà anche spago ai no vax che possono contestare che in una regione tutti sono invitati a fare il richiamo, mentre in altre, dove la disponibilità è minore, si continua con limiti per fasce di età e categorie" dice Scotti che invita a valutare, inoltre, "il fatto che oggi possiamo vaccinare i pazienti che hanno fatto la seconda dose a maggio, periodo in cui non avevamo molte dosi. Quindi l'accelerazione può essere limitata, permettendo, nel frattempo, un incremento di forniture", conclude, sottolineando che "una buona programmazione si può ottenere grazie alla possibilità di condivisione dei dati e di 'dialogo' tra le piattaforme. In Campania, grazie al sistema cooperativo, i medici di famiglia sanno con precisione e con immediatezza quando e quanti pazienti hanno raggiunto i 6 mesi e un giorno dalla seconda dose. E sono quindi candidati al booster. Dati che consentono di avere, con grande anticipo e chiarezza, quante dosi serviranno iper ciascuna settimana