Domenica 14 Luglio 2024

Blitz a Scampia, scardinate le roccaforti del Clan Abbinante: 37 arresti. Armi, droga e pizzo nei rioni del racket

Commercianti costretti a rifornirsi dalle ditte del cartello, che poi versavano una percentuale alla camorra. Le intercettazioni: “Acquisti a casa nostra: il rispetto per la famiglia”

Napoli, 7 novembre 2023 – Blitz anticamorra a Scampia, arrestati 37 affiliati al Nuovo Clan Abbinante. Il gruppo criminale imponeva il pizzo ai negozianti del quartiere napoletano, costretti ad acquistare la merce da imprenditori scelti dal clan. Un modo per costringere i commercianti del rione a sottostare al racket, attraverso prezzi e condizioni decisi a tavolino dagli uomini degli Abbinante.

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Blitz dei carabinieri a Napoli
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Pizzo, droga e ditte compiacenti

Questa mattina, i carabinieri della Compagnia Napoli Stella hanno eseguito un'ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 37 persone ritenute a vario titolo vicine al clan Abbinante, che gestisce il malaffare nel quartiere napoletano di Scampia.

Sono finiti in carcere anche i reggenti dell’organizzazione, indagati a vario titolo per associazione a delinquere di tipo mafioso, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Ma non solo. Tra le ipotesi tracciate dal pm, anche la produzione e traffico illecito di sostanze stupefacenti, tutti reati aggravati dal metodo e dalle finalità mafiose.

Le roccaforti del Clan: ecco dove

Le indagini – condotte dai carabinieri del nucleo operativo della Compagnia Stella e della stazione di Scampia, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli – hanno documentato l'attività del Clan Abbinante nel quartiere Scampia e, in particolare, nelle proprie ‘roccaforti’ del rione Monterosa, il rione Ises e la cosiddetta (e temutissima) ‘Zona 33’.

Le intercettazioni: “Casa Nostra: il rispetto per la famiglia”

Non solo spaccio di droga – con una rete di vendita capillare e organizzata anche attraverso le consegne a domicilio – ma anche un vero e proprio controllo dei rioni, definiti “casa nostra”, dove tutto doveva passare al vaglio del clan per ''il rispetto per la famiglia''. Parole che definiscono l’attività illecita ed emerse dalle intercettazioni telefoniche durante le indagini.

Le estorsioni ai commercianti del Rione Monte Rosa erano imposte anche attraverso forniture di pane, latticini e altri prodotti provenienti dai fornitori individuati dal Clan, poi costretti a versare una percentuale alla camorra. In un garage, erano stoccate anche le armi del nuovo clan Abbinante. 

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