Banconote frutto di riciclaggio
Banconote frutto di riciclaggio

Napoli, 7 settembre 2021 - Smacchiavano, anche in senso letterale, le banconote bottino di furti al bancomat o rapine a portavalori e le riciclavano. Ma un'indagine della polizia di Caserta ha portato il gip di Santa Maria Capua Vetere a firmare 35 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati per riciclaggio. 
Le banconote che utilizzavano erano quelle che vengono colorate con inchiostro blu quando viene aperto con la forza uno sportello Atm o i sacchi dei portavalori. 
Macchie che però la banda era riuscita a ripulire con prodotti chimici specifici, seppure non del tutto. 

Pagamento in contanti ai caselli per ottenere il resto senza macchia

Le indagini sono nate dall'arresto in flagranza di uno degli indagati, a marzo 2018, sorpreso da agenti della stradale di Napoli Nord. Le banconote macchiate di inchiostro blu dai sistemi antifurto e antirapina non hanno corso legale e non possono essere accettate neppure dalle casse automatiche se non da quelle dei caselli autostradali. L'uomo arrestato era solito nell'arco di una giornata effettuare diversi passaggi ai caselli autostradali lungo distanze brevi, in modo da utilizzarne quanto più possibile. Nei cassettini per il pagamento del pedaggio inseriva una banconota da 50 euro per pagare un importo di 0,50 euro, ottenendo 49,50 euro 'puliti'. Gli investigatori hanno raccolto prove fino a marzo 2019 anche con intercettazioni telefoniche e sequestro di banconote. Per i pm, l'operazione di ripulitura era fatta in maniera "qualificata e professionale" anche attraverso l'opera di stranieri non ancora identificati. In carcere un unico indagato, ai domiciliari un altro, e altre tre persone hanno l'obbligo della presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.