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26 nov 2021
26 nov 2021

Arzano sparatoria, caffè sospeso per solidarietà. Battaglia: "Stanno uccidendo Napoli"

Stamattina la sindaca Cinzia Aruta ha portato la solidarietà di Arzano al titolare del bar dove si è svolto l'agguato di camorra. Caffè sospeso per sostenerlo: "Armando ha paura a restare solo: se chiude il suo bar, abbiamo perso tutti"

26 nov 2021
Cinque persone sono rimaste ferite in un agguato avvenuto vicino ad un bar in via Ignazio Silone ad Arzano, alle porte di Napoli, 24 novembre 2021. Sul posto vi sono i carabinieri le ambulanze; non si conoscono le condizioni dei feriti. I militari stanno tentando di ricostruire l'accaduto anche per accertare la natura verosimilmente di tipo camorristico dell'azione criminale.
ANSA/CIRO FUSCO
Il Roxy Bar di Arzano la sera dell'agguato
Cinque persone sono rimaste ferite in un agguato avvenuto vicino ad un bar in via Ignazio Silone ad Arzano, alle porte di Napoli, 24 novembre 2021. Sul posto vi sono i carabinieri le ambulanze; non si conoscono le condizioni dei feriti. I militari stanno tentando di ricostruire l'accaduto anche per accertare la natura verosimilmente di tipo camorristico dell'azione criminale.
ANSA/CIRO FUSCO
Il Roxy Bar di Arzano la sera dell'agguato

Arzano (Napoli), 26 novembre 2021 – Caffè sospeso al Roxy Bar di Arzano, un gesto di solidarietà lanciato all’indomani dell’agguato di camorra in cui sono rimaste ferite cinque persone. “Armando ha paura di restare solo, l'invito a tutti è di andare a prendere un caffè nel suo bar per esprimere vicinanza e solidarietà”. A dirlo è il senatore Sandro Ruotolo, che questa mattina ha riunito sindaca, parroco e comandante dei vigili per un presidio simbolico al bar di via Silone.

“Ci siamo dati appuntamento a mezzogiorno al bar Roxy di Arzano – racconta Ruotolo – con la sindaca Cinzia Aruta, padre Maurizio Patriciello, il comandante della polizia locale Biagio Chiariello e gli altri esponenti del ‘Comitato di liberazione dalla camorra Area Nord di Napoli’. Avrebbe potuto essere una strage, l'agguato dell'altra sera con i 5 feriti. Ci siamo tutti impegnati con Armando (il titolare del bar, ndr) a non lasciarlo solo”.

Negli ultimi mesi la guerra di camorra ha ripreso vita, il numero dei morti è in aumento in tutto il Napoletano. “Ad Arzano come a Caivano e negli altri Comuni della Città metropolitana di Napoli gli equilibri malavitosi sono fragili – continua il senatore – c'è una effervescenza criminale che minaccia la convivenza civile e la democrazia”.

L’appello ad alzare la guardia. “In questo momento, c'è bisogno ancora di più del lavoro delle forze dell'ordine già impegnate a garantire la sicurezza. Noi abbiamo bisogno delle istituzioni e le istituzioni hanno bisogno di noi – ricorda Ruotolo – altrimenti non vinciamo contro la camorra. Armando dev'essere sostenuto perché se chiude il suo bar, abbiamo perso tutti

L'arcivescovo: “Stanno uccidendo Napoli”

“Stanno uccidendo Napoli”. È il grido d'allarme lanciato dall’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia. “Il grido d'allarme che ho lanciato alla mia Chiesa e alla mia città - scrive l'arcivescovo - sono un'espressione dura, urtante, adatta a una zona di guerra. Ma non siamo, forse, in guerra”, si chiede l’arcivescovo. “Fin dal mio ingresso a Napoli, ho incontrato il dolore delle vittime innocenti della criminalità. E non c'è stata settimana in cui un mio prete o qualche volontario non mi abbia raccontato di una sparatoria, di un tentato omicidio, di un assassinio di camorra”.

Don Mimmo riferisce che nella sua esperienza di sacerdote si è “confrontato tante volte, troppe volte, con le organizzazioni di morte. E ne ho visto gli effetti”. Esperienze cariche di dolore. “Quante volte – dice – ho raccolto ragazzi e giovani ai margini delle strade ammazzati dall'oro bianco della droga, caposaldo economico della ndrangheta. Quante volte ho ascoltato il dolore di familiari e amici di giovani e meno giovani ammazzati nell'ambito delle lotte tra le cosche”.

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