28 gen 2022

Amianto, Ministero Difesa condannato a risarcire per morte del militare Giuseppe Lazzari

Dopo 10 anni di battaglie legali il Tar dà ragione alla vedova e agli orfani, sostenuti dall'Osservatorio amianto: il maresciallo 46enne esposto all'asbesto senza protezioni

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Amianto, maresciallo Giuseppe Lazzari, di Torre Annunziata morto a 46 anni nel 2013
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Il Ministero si oppone: la causa va avanti

La causa prosegue per l'opposizione del Ministero a risarcire e perché bisogna determinare l'importo del danno. Oltre all'uranio impoverito, nel corso della sua vita lavorativa Lazzari era stato esposto all'asbesto presente nelle cucine da campo utilizzate nelle missioni all'estero, nei mezzi corazzati usati negli spostamenti. 
La presenza di amianto è stata accertata, inoltre, negli elicotteri impiegati dall'Esercito italiano. "In tutte queste situazioni - è stato più volte ribadito in sentenza - il militare avrebbe operato privo di dispositivi di protezione e non sarebbe mai stato informato della presenza di agenti patogeni [...]". 
Ora il Tar del Lazio, oltre a richiamare il principio per cui "l'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure necessarie che, secondo la particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei prestatori di lavoro", in particolare, in relazione ai militari, ribadisce il "dovere dell'amministrazione della Difesa di proteggere il cittadino-soldato da altre forme prevedibili e prevenibili di pericoli non strettamente dipendenti da azioni belliche, [...] dotandolo di equipaggiamento adeguato". 
"Questo processo è stato anche un motivo per ricordare mio marito" - ha commentato la vedova, Anna Odore, che aggiunge: "Ho voluto portare avanti la sua volontà di abbattere un sistema che negava gli effetti derivanti dall'amianto e dall'uranio impoverito". 

 

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