Sparatoria ad Arzano agguato di Camorra tra i 5 feriti due semplici avventori
Sparatoria ad Arzano agguato di Camorra tra i 5 feriti due semplici avventori

Napoli, 25 novembre 2021 - Sono in gravi condizioni due dei cinque feriti nell'agguato di camorra ad Arzano, nella Città metropolitana di Napoli. Sicari ieri sera hanno fatto fuoco dentro il bar Roxy intorno alle 20. 
Loro obiettivo, Salvatore Petrillo, considerato legato al clan camorristico della 167 (dal nome dell'omonimo complesso di edilizia popolare), nipote del boss di Arzano, Pasquale Cristiano Petrillo.
Il 29enne, sorvegliato speciale, è stato trasportato all'ospedale di Giugliano in prognosi riservata e in pericolo di vita. I killer lo hanno colpito più volte, raggiungendolo in diverse parti del corpo. Accanto a lui c'era anche Vincenzo Pio Merolla, nato a Napoli, 18 anni, incensurato, trasportato anche lui all'ospedale di Giugliano, in pericolo di vita, per gli inquirenti uno dei 'guaglioni' del boss. Luigi Casola, 39 anni, è all'ospedale di Acerra, ferito alla gamba. 

Due avventori feriti nella sparatoria

Sparatoria ad Arzano agguato di Camorra: cinque i feriti

Sarebbero due, invece, le persone estranee a dinamiche criminali rimaste casualmente, solo perché si trovavano nel posto sbagliato la momento sbagliato.
Secondo gli investigatori, oltre al 61enne Mario Abate, che si trovava nel bar al termine di una giornata di lavoro ferito a un piede e curato all'ospedale di Pozzuoli, anche Roberto Lastra, 36 anni, è una vittima innocente dell'agguato che aveva come obiettivo Salvatore Petrillo e altre due persone ritenute legate al clan camorristico della 167.
Lastra, incensurato, ha riportato ferite non gravi ed è ricoverato, non in pericolo di vita, nell'ospedale di Frattamaggiore. 

La sindaca: "Presto la videosorveglianza"

Cinzia Aruta, sindaca di Arzano, chiederà al Prefetto di Napoli "la convocazione urgente di un tavolo sull'ordine pubblico e la sicurezza". Aruta spiega di essersi attivata "sin da subito per un incontro con la tenenza dei Carabinieri di Arzano, la Polizia municipale, il Commissariato di Frattamaggiore e la Guardia di Finanza propedeutico alla richiesta al prefetto di Napoli della convocazione urgente del tavolo. Abbiamo inoltre nei giorni scorsi - aggiunge - avviato le procedure per velocizzare l'iter mirato all'attingimento di fondi per l'installazione della videosorveglianza". Riguardo la sparatoria avvenuta ieri in un bar in via Silone, Aruta parla di "un agguato in puro stile Gomorra" che "ha coinvolto anche inconsapevoli avventori. Esprimiamo la nostra vicinanza alle vittime innocenti".  
 

Comitato di liberazione dalla camorra Area nord di Napoli: "poteva essere strage di innocenti"

"L'agguato della camorra di ieri sera ad Arzano è un pessimo segnale. Poteva essere una strage nella quale potevano morire degli innocenti. Potrebbe essere il prologo di una guerra tra clan per il controllo del traffico di droga e delle estorsioni". Lo scrive in una nota il Comitato di liberazione dalla camorra Area nord di Napoli, che riunisce oltre 50 soggetti tra associazioni, parrocchie, gruppi di volontariato, rappresentanti istituzionali e cittadini. 

"Hanno sparato all'impazzata"
Sparatoria ad Arzano agguato di Camorra

"Siamo preoccupati - prosegue la nota - perché i killer hanno sparato all'impazzata in un bar alle ore 20, hanno ferito a colpi di pistola cinque persone, non tutte obiettivi della spedizione, per lanciare un messaggio chiaro ai loro avversari: questo territorio è nostro. Ma non ci preoccupa solo quello che accade ad Arzano. Anche ad Afragola la camorra si fa sentire e utilizza le bombe contro gli esercizi commerciali. C'è una camorra spregiudicata, terroristica che va assolutamente fermata perché mette a rischio la sicurezza, la convivenza civile e minaccia da vicino la democrazia. Un filo rosso lega questa escalation criminale particolarmente aggressiva che infiamma i territori da Napoli est a ovest coinvolgendo i comuni dell'area nord e quelli della zona costiera: il controllo delle piazze di spaccio, il racket e l'usura mentre la camorra dei colletti bianchi fa affari, grazie alla complicità dei ceti professionali". 

Incontro col Prefetto

I componenti del Comitato assicurano: "Noi ci siamo e diciamo con chiarezza e urgenza che occorre dare un segnale immediato, sollecitare risposte strutturali come la videosorveglianza, il rafforzamento degli organici delle forze dell'ordine e avviare un intervento profondo di bonifica nei rioni di edilizia popolare diventati veri e propri fortini dei clan. Come Comitato chiediamo di incontrare quanto prima il Prefetto di Napoli per riprendere il dialogo aperto dopo la 'stesa' dello scorso luglio nel Parco Verde di Caivano. O si è contro la camorra o si è complici della camorra", conclude la nota.  
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