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Il Bosco Verticale diventa una città per combattere l'inquinamento

Per frenare le emissioni di CO2 in Cina si applica il modello di foresta urbana milanese di Stefano Boeri   

Ultimo aggiornamento il 27 febbraio 2017 alle 13:39
Un disegno del progetto della foresta urbana in Cina - immagine Stefano Boeri Architetti
Da palazzo, a quartiere, a città. Il modello abitativo del Bosco Verticale, il progetto dell'architetto Stefano Boeri che è stato realizzato per la prima volta nel quartier Isola-Garibaldi a Milano, in occasione di Expo 2015, sta diventando un esempio di architettura sostenibile a livello globale. Dopo i progetti richiesti a Losanna e Nanchino, ora è la volta di un'altra applicazione, in Cina.

I palazzi-foresta di Milano sono valsi al progettista italiano il premio Best Tall Building Worldwide 2015 e sono stati replicati nella città svizzera, dove si sta lavorando a edifici in cui sono integrati 24mila alberi (la Tour des Cèdres). Poi è stata la volta di Nanchino, appena annunciata, che ha adottato il modello dell'edificio 'vivente' con mille alberi e 2500 altre piante sulle facciate di un palazzo. Il che dovrebbe portare a una riduzione di emissioni di CO2 di 25 tonnellate all'anno, e a una produzione di 60 kg di ossigeno al giorno.

Ora, come spiegato da Boeri sul Guardian, le autorità cinesi hanno deciso di applicare la sostenibilità a intere città, con 200 edifici arricchiti da alberi e piante, allo scopo di combattere l'inquinamento. Per le prime si prevede l'inizio dei lavori a fine anno e la fine entro il 2020. Sarà la città di Luizhou (1,5 milioni di abitanti nella provincia di Guangxi) una delle prima e ospitare le nuove costruzioni, poi il progetto dovrebbe proseguire nei pressi di Shijiazhuang, un polo industriale considerato uno dei 10 più inquinati del paese.

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