Roma, 2 gennaio 2018 - Sostenibilità, naturalezza, splendore per lei. Pezzi unici, heritage artigianale e fibre d'antan per lui. Per la primavera-estate 2018, mentre si spengono i “fuochi" dell'inverno 2017 e iniziano i saldi e una certa voglia di cambiamento del guardaroba è già nell'aria. L'imput dell'attenzione ai tessuti e alle colorazioni che salvano la salute è un'attenzione primaria per le donne di oggi ed ecco la riscoperta di un guardaroba etico che più che all'apparenza bada alla sostanza. Naturalmente la tendenza al massimalismo all'italiana, che ha fatto di recente il successo pieno di alcuni brand, è un'altra tendenza da non sottovalutare: tutto può essere esagerato, dai calzini logati sui sandali di velluto col tacco block, ai cappelli con la veletta che sembrano spuntare da un vecchio baule, dal ritorno forsennato e utilissimo del marsupio (intramontabile quello nero di nylon di Prada che è un vero must trasversale per ceto ed età) alla scelta di it-bag in pellami a concia vegetale che invecchiano con noi e portano scritto su ogni modello una storia di affettuoso utilizzo. Non manca lo splendore, dopo tanto glitter la voglia di stupire si concentra di nuovo sui tessuti come nel caso dell'ultima sfilata di Louis Vuitton intorno alle mura carolinge del Louvre con Nicolas Ghesquiere che ha mandato in passerella solo redingote settecentesche di broccato, ricche di ricami e in colori divini, indossate su grintosissime e lussuose (per prezzo) sneakers, le calzature per tutte le ore e le occasioni.

Colore Pantone di quest'anno l'Ultra Violet, viola saturo a base blu, che comunica anche riflessione spirituale. Bando agli scaramantici allora e via il tanto verde (bellissimo) dello scorso anno, al massimo un po' di giallo lime e un'orgia di rosa in ogni sfumatura, dal nude al confetto. Bene anche i colori vitaminici come il rosso vivo e il bluette o l'arancio, vera cromoterapia del vestire. Bene ogni abito che esprima un messaggio di moda, un tempo relegato solo alle t-shirt) con l'universo delle lettere dell'alfabeto su gonne e abiti a ruota. Oltre la fissazione del logo adesso c'è quella del lettering. Cascate di paillettes per brillare anche di giorno, su giacche da uomo e spolverini.

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Lo sport sempre più fonte di ispirazione con la tuta jogging che diventa il nuovo attualissimo tailleur pantalone come nella precollezione di Valentino che ha sfilato a New York o come nella collezione di Gucci con un acceso senso della grafica e dell'eccesso. Forte l'amore dei colori della terra e delle pietre, del color sabbia come una seconda pelle anche negli abiti da sera, per un rigore neo-minimal ma non più solo nero. Loewe mette le frange anche al trench, Dior con il diettore creativo Maria Grazia Chiuri torna a lavorare sul blu e sul denim con pantaloni un po' a vita alta e anche Chanel vive nel revival del jeans stinto con bluson e gonna a orlo strappato. Per la prossima estate ci si veste di fiori e farfalle per amore della natura: Moschino spara una modella come un mazzo di fiori o un album da collezionista di farfalle o erbari, Chiara Boni La Petite Robe realizza la tuta solcata da lungo volant laterale in verde menta, Comme de Garcon propone l'abito che sembra un quadro di Arcimboldo ed Ermanno Scervino lancia abiti di organza e chiffon a petali sulle spalle e lungo i fianchi in fantasie retrò florali nelle tinte più tenere e romantiche. Bianca la camicia passepartout di cotone, molti gli echi folk dal Sudamerica, inedite stampa animalier anche poco definite, sahariane di camoscio color olio per Tod's su gonne di pelle plissè. Per Li Edelkoort, famosa per prevedere e studiare le tendenze della moda e della società, ci sarà un trionfo di abiti botticelliani da Alberta Ferretti a Rodarte, da Salatore Ferragamo a Vivetta e Blumarine.

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Da Max Mara riprende quota per lei il tailleur pantalone, misurato e affusolato, anche in monocolore vitaminico. Verde acqua, tinte pastellate, e leggerezza per Giorgio Armani. E se nell'armadio femminile trionfa un fashion ecclettico e più vivace, se ci si diverte a cambiare umore e stile di vita anche con l'abito, nell'universo maschile c'è un grande ritorno alla maglieria divertente ma sofisticata, alle felpe che "parlano" con messaggi-verità, agli abiti che di classico hanno ormai solo lo spirito.

La collezione uomo di Armani per la primavera/estate 2018 (Newpress)

"Noi uomini cambiamo meno e spendiamo meno per vestirci - racconta Brunello Cucinelli - e anche a me piace mixare pezzi che ho già nell'armadio con qualcosa di nuovo e un tocco di colore, come il mandarino e l'azzurro del cielo". Giacche sempre aderenti sul corpo per esaltarne la fisicità ma un filo più corte, camicie botton down che ti tolgono subito qualche anno d'età, pantaloni non più solo slim fit ma anche più morbidi sui fianchi e sulle pences e con fondo sempre fermo e stretto a 18 centimetri. Anche per i maschi andrà di moda vestirsi in modo naturale e con una semplicità anche un po' rude, mentre in gran revival gli zaini di tutte le dimensioni e pesi, da globettrotter un po' artista e un po' poeta, meglio se di cuoio invecchiato. In rimonta anche il cappello di paglia, meno Panama e più quotidiano e piccolo, un po' da gita nell'orto.