Nike, Moon Shoe, 1972: 110.000-160.000 dollari
Nike, Moon Shoe, 1972: 110.000-160.000 dollari

Roma, 14 luglio 2019 - Libere, ribelli, scanzonate, eleganti, del popolo e d’élite, giovani e agè, da mercato e da lussuosa boutique. Paragonabili per trasversabilità, democraticità e comfort solo ai jeans. E come loro ormai da leggenda. Sono le sneaker, le scarpe che una volta si chiamavamo “da ginnastica” e che ora spopolano sulle piattaforme online più sofisticate come sulle passerelle di tendenza, ai piedi dei giovanissimi e delle star dello spettacolo.

Non sorprende perciò che Sotheby’s New York abbia deciso in questi giorni e fino al 23 luglio prossimo di mettere all’asta online 100 paia di sneaker tra le più rare ed iconiche mai prodotte, alcune da leggenda, esposte come trofei od opere d’arte dentro teche di vetro nella sede nella Grande Mela. L’asta si chiama Stadium Goods: The Ultimate Sneaker Collection Online ed è stata organizzata in partnership con il reseller di sneaker Stadium Goods.Tra i modelli del mito acquistabili ci sono un paio di Air Jordan 1 del 1994, un’edizione limitata delle Adidas NMDs (Pharrell per Karl Lagerfeld e Chanel), due paia di Nike Mag (2011 e 2016) ispirate a quelle che compaiono in Ritorno al futuro parte II del 1989 e le rarissime Moon Shoe del 1972, disegnate dal cofondatore di Nike Bill Bowermam, prodotte in 12 esemplari e fatte a mano.

Tra i modelli più importanti nella storia di Nike, le Moon Shoe sono completamente sparite dalla circolazione: quelle all’asta sono l’unico paio esistente non indossato. Sotheby’s si aspetta di raggiungere cifre molto alte: per le Moon Shoes si parte da 110mila-160.000 dollari. Ora la più antica casa d’aste si butta in questa impresa che ha dell’incredibile se le sneaker non fossero diventate quel fenomeno di costume e di cultura contemporanea che tutti sappiamo, balzate dai campi sportivi ai red carpet di Hollywood, dagli spogliatoi delle palestre ai consigli di amministrazione. In una eterna “mutazione della specie” che si chiama moda.

C’è chi non se le leva mai dai piedi come Giorgio Armani che porta sempre quelle che ha disegnato lui specie nella versione bianca, la più sportiva, dedicando loro l’onore delle passerelle finali dei suoi defilè. Armani nelle sue linee ne produce di bellissime e ora sono sue anche quelle della Nazionale di Calcio italiana e quelle della nostra squadra alle Olimpiadi di Tokyo del 2020.

Partite tanti anni fa come scarpe di tela con la suola di gomma, inventate addirittura da un gendarme delle polizia inglese a metà Ottocento, perché silenziose e quindi adatte per la caccia ai ladri, le sneaker hanno conquistato l’Olimpo del lusso coi creativi di oggi che fanno a gara nel realizzare le più costose e le più sorprendenti.

È merito di Andrea Della Valle aver lanciato più di 30 anni fa le Hogan, un marchio senza precedenti per qualità e successo. E se Superga riedita le Superga Sport con cui Adriano Panatta stravinse al Roland Garros nel 1976, ecco che tutti i giganti della moda si buttano in questo immenso business che nel 2025 raggiungerà la cifra record di 95,14 miliardi di dollari. I giovani ne vanno pazzi, la generazione Millennials conosce solo questo tipo di scarpe e le vuole sempre più galattiche e personalizzate.

Così Alessandro Michele per Gucci le adorna di cristalli Swarovski di ricami, Pierpaolo Piccioli di Valentino le impreziosisce di piume di struzzo staccabili, Nicolas Ghesquière le fa sfilare a Parigi per Louis Vuitton con le modelle che indossano sontuose marsine di broccato. Per non dire di quelle col fiocco gigante dei N.21 disegnate da Alessandro Dell’Acqua e di quelle preziose con la fibbia di cristalli di Roger Vivier disegnate da Gherardo Felloni.