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Pitti, il relax è un classico rivisitato. Sfila il gentleman Brooks Brothers

Concept Korea punta su abiti surrealisti, Cucinelli sorprende con il velluto e Colmar lancia i piumini a tinte vivaci

di EVA DESIDERIO
Ultimo aggiornamento il 11 gennaio 2018 alle 08:51
La sfilata Brooks Brothers per Pitti Uomo a Palazzo Vecchio (Pressphoto)

Firenze, 11 gennaio 2018 - Il primo influencer della storia della moda c'era già 200 anni fa e si chiamava Henry Sand Brooks, il fondatore del marchio americano Brooks Brothers (i figli Elisha, Daniel, Edward e John) al quale ieri sera Claudio Del Vecchio, presidente e proprietario del brand che ha vestito 40 presidenti americani ha reso omaggio con un defilè memorabile nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio tutto illuminato dai colori della maison, il blu navy e l'oro, dalla passerella alle sedioline.

Così a Firenze è sbarcato un bel pezzo d'America, quella del mito dell'eleganza classica che duecento anni fa appunto era davvero rivoluzionaria e molto all'avanguardia perfino nel concepire il primo ready to wear maschile e le mitiche camicie botton down per i giocatori di polo che chiesero bottoni per fermare i colletti svolazzanti. “Per noi è una gran festa e ringrazio Firenze e Pitti Uomo che ci ha invitati come ospiti d'onore di questa edizione”, racconta Claudio Del Vecchio che vive a New York dal 1982, che ha lavorato tanti anni per la Luxottica del padre Leonardo Del Vecchio, e che nel 2001, anno horribilis, ha comprato Brooks Brothers “perchè mi piaceva ed ero un cliente”.

Sfila la storia a Palazzo Vecchio ma anche il futuro con una attenta operazione di restyling sui grandi classici del marchio, mixati con grazia e fantasia, dal navy blazer alla red tie, la cravatta con le righe al contrario inossata dai modelli anche come cintura in vita come faceva Fred Astaire. Orologio sul polsino della camicia come per un altro affezionato di BB, l'Avvocato Gianni Agnelli, e smoking al femminile come quelli confezionati per Marlene Dietritch oggi rilanciati dal direttore della linea donna Zac Posen. Quarantuno modelli maschi e otto donne sotto gli affreschi del Vasari, con giacche portate dentro ai pantaloni e gilet indossati sopra la giacca, camicie a righe o a patchwork di scozzesi, impermeabili indossati alla rovescia, e un sogno di gentlemen rilassato che sfida il tempo. "Abbiamo scelto i nostri capi iconici - spiega Luca Gastaldi, amministratore delegato di Brooks Brothers - e portiamo avanti la nostra filosofia di massima attenzione al cliente. Il fatturato 2017 è stato di 1,2 billioni di dollari, abbiamo 600 negozi nel mondo, due in Italia, a Milano e a Roma”.

Alla Dogana Pitti Uomo presenta le creazioni forti eppure commerciali di Concept Korea, coi brand Bmuet(te) e Beyond Closet: abiti poetici e surrealisti per il primo brand, con predominanza di bianco e nero assoluto e un gioco di maniche-manicotti arricciati, completi di una modernissima classicità per il secondo brand, col gusto inglese di un eccentrico tocco di lilla. Intanto in Fortezza sciamano i Pitti People, forse per questa edizione meno “ciurmati” del solito.

Si fermano ammirati davanti allo spazio di Brunello Cucinelli, invaso di compratori, e sgranano gli occhi davanti ai pullover rosso melograno o agli smoking di velluto nero o caramello. E proprio il velluto è la risposta di Cucinelli alla moda maschile noiosa e classica, “con queste sfumature di colore e questa morbida eleganza sempre attuale”, come spiega l'imprenditore di Solomeo sempre più leader incontrastato nel settore della moda maschile contemporanea che abbina lusso nei materiali e chic di prodotto finito.

Da Colmar Giulio Colombo, direttore creativo del marchio che ha sede a Monza, lancia i piumini dalle tinte vivaci di Originals by Originals, linea giovane e grintosa che esalta il Dna dell'azienda e gioca con le rifiniture per lei e per lui di divertente pelliccia ecologica. Per Save de Duck brilla la collezione Recycled realizzata con il riciclo delle bottiglie di plastica: parka e piumini leggerissimi e minimal. Da Gallo si rilancia il gilet, in maglia o in Casentino, sempre a taglio vivo e coordinato col calzino. Da Kappa Lorenzo Boglione spiega come il mercato sia non solo positivo ma stimolante e come il fatturato degli “omini” del brand del Gruppo Basic Net voli grazie ai colori Pop Art delle tute.

 

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