Firenze, 19 gennaio 2018 - Il nero? È un colore da bambini, meglio se su felpe e jeans compaiono segni gotici, fiamme di fuoco, astri e zodiaco. Il bianco? Colore vedette specie per le bambine che pare seppellire un po’ il rosa confetto per brillare a tutto tondo su cappotti e pelliccette per l’inverno 2018-2019. E il colore? Spazia in tutte le collezioni, puro e vivo.

È questa la tavolozza di Pitti Bimbo, in Fortezza da Basso a Firenze da ieri a domani con 578 marchi/collezioni dei quali 344 provenienti dall’estero (54% del totale) con mini invasione di compratori russi e dai paesi arabi fin dal primo giorno. Focus sulla moda da 0 a 14 anni, con puntate anche a 16 anni come da Fracomina Mini dove le ragazzine troveranno maglie di lurex, gonne gipsy, felpe jungle con tigri ricamate di paillettes, jeans ricamati con fiori di pesco e pesciotti, sorridenti portafortuna che arrivano dal Giappone.

Da Fun & Fun si lancia la collezione chic ma quotidiana Easy e si fanno ballare sei bambine della scuola Luv Dance Movement con due ballerini professionisti di Amici, benedicente al suono di un’arpa la biondissima Filippa Lagerback. Charme e seduzione anche nello stand di Y-Clù. GaialunaJeckerson Ronnie Kay prodotto dal Gruppo Casillo con Aida Yespica.

Stavolta non ci sono mamme vip in passerella per fortuna, basta l’allegria dei bambini per fare lo show come nel caso dei marchi della Children’s Fashion from Spain con Barcarola, Boboli, Desigual, Foque, Mayorai, Tartaleta, Tuc Tuc. In passerella anche la moda elegante di Monnalisa che al Piano Attico della Fortezza ha festeggiato ieri sera i 50 anni del brand con lo show “The Golden Age”.

Bella l’installazione alla Limonaia di Simonetta, “Quanti pallonciani ci vogliono per far volare un sogno?” che segna il nuovo corso dell’azienda marchigiana, mentre Imelde Bronzieri si conferma asso pigliatutto dell’eleganza baby contemporanea con la collezione raffinata e piena di sorprese di MiMiSol: «I miei bimbi sono gioiosi e giocosi – dice Imelde – Vestono con classe anche nei momenti ludici». Esempio? Le maglie da basket profilate di perle.

E che stiano tornando buon gusto e qualità nella moda infantile (che chiude il 2017 con un +1,9% e un fatturato a 2,8 miliardi di euro con export a +3,1% e import a -0,50) lo racconta il successo della collezione, per la seconda volta a Pitti Uomo, di Stefano Ricci Junior, con la presentazione del catalago scattato al Circuito del Mugello recentemente insieme alla collezione Uomo: due linee speculari, con un passaggio di tradizioni e di gusto da padre a figlio che piace molto ai clienti di Stefano Ricci, che da Horrod’s a Londra come a Dubai o a Mosca e Firenze e Milano ricercano l’eccellenza assoluta del vero fatto in Italia: maglieria dinamica, camicie a disegno Africa, giacche da sera in seta dell’Antico Setificio Fiorentino per cominciare a crescere nella bellezza fin da piccoli, come spiega Filippo Ricci direttore creativo di SRJ.

Molto scintillante la tutina piumino d’oro per i neonati di Add, è Lady Bug la star di Guess Miraculous con capsule dedicata, Elisabetta Mambelli per Dou Dou Kids doppia il cappottino di Galles con un imper trasparente e lancia pantofoline di paillettes e pelliccia eco prodotte da Giacouture.

Da Herno Kids il piumino si chiama Igloo, caldo traspirante, resistente all’acqua, per Stella Jean circondata da baby modelle l’ispirazione è come sempre multietnica e coloratissima con la produzione raffinata di Unique Children Wear di Francesco Pizzuti. Nella boutique di Dolce e Gabbana in via Tornabuoni fiori per gli abiti delle bambine e old America per i maschietti mentre gli stilisti (presenti in spirito coi rispettivi pupazzi in vetrina) lanciano una capsule dedicata a Firenze con la cartolina della Cupola di Brunelleschi.