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Dolce & Gabbana, la 'Santa Moda' sfila con i droni

In passerella angeli, croci, pizzo e coroncine. Domenico Dolce: "Siamo devoti alla Madonna della Moda"

di EVA DESIDERIO
Ultimo aggiornamento il 25 febbraio 2018 alle 18:11
La sfilata di Dolce & Gabbana a Milano (Ansa)

Milano, 25 febbraio 2018 - "Benedette siano le scarpe, lodati siano i vestiti!", dice scherzando Domenico Dolce per la collezione del prossimo inverno che ha sfilato oggi al Metropol con un palcoscenico di stucchi bianchi d'angioletti d'oro e decori dorati d'altare sotto le insegne della “Fashion Devotion” di Dolce & Gabbana. Musica sacra introduce una processione di otto droni che portano in passerella arrivando dalla cripta della chiesa della moda altrettante nuove borsette di vari colori unite insieme da un cuore che fa da chiusura. Poi la sfilata con tante modelle professioniste e stavolta i Millennials, una quindicina, seduti in prima fila ad applaudire alla fine Stefano Gabbana e Domenico Dolce che molto spesso hanno usato temi religiosi per le loro collezioni, primo fra tutti la croce tempestata di cristalli e poi i ricami ex voto. "Il bello è qualcosa di impossibile da rifare, una sorta di paradiso in terra - continua Domenico Dolce - noi ci proviamo ogni volta. No, la moda non è politica, deve solo dare speranza alle persone. E poi noi siamo devoti alla Madonna della Moda, non c'è niente di male a sentirsi fashion victims come accade a noi".

In sartoria lavorano molti giovani talenti che i due stilisti lasciano abbastanza liberi di esprimere la propria creatività, talvolta con qualche azzardo ma sempre liberi. “Anche stavolta abbiamo fatto un Secret Show al nostro Martini, oggi la sfilata classica e più tardi quella aperta a tutti a La Rinascente, ci piace stare in mazzo alla gente”, dice Stefano Gabbana. Ed ecco putti, angeli, ex voto, Madonne e croci, dalle scarpe agli orecchini, dalle giacche ai cappelli, e poi il pizzo nero delle devote col velo di macramè in testa e la sottoveste provocante, i calzini di rete sui tacchi a spillo, la parruccona settecentesca rosa alla Marie Antoinette e i ricami dei paramenti sacri sul cappotto di velluto. Voli di angioletti trionfanti, cappe stampate zebra, rose e coroncine preziose sui capelli (e tante finte principesse coronate anche tra il pubblico), la t-shirt con la scritta Santa Moda, gli occhialoni paillettati con le lenti che scrivono Woow, le ali degli angeli a rilievo sui bomber di raso, il collare bianco del prete sotto lo smoking. Fino al “Pretino” di Dolce & Gabbana, su ispirazione di quello del Dopoguerra delle Sorelle Fontana, forse in omaggio alla mostra in procinto di aprire al Metropolitan Museum di New York per il The Costume Institute di Anna Wintour “Heavenly bodies: fashion and the catholic imagination” che verrà presentata a Roma martedì.

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