A sx Bella Hadid in Vivienne Westwood. A dx un abito Celine
A sx Bella Hadid in Vivienne Westwood. A dx un abito Celine

Parigi, 1 marzo 2020 - Il nuovo corso di Celine segnato da Hedi Slimane, direttore creativo del brand nel portafoglio di LVMH, riparte ancora una volta dagli anni Settanta, dai look borghesi e dalla ribellione rock. Codici che lo stilista ama e intorno ai quali lavora nelle ultime stagioni, forse volendo dare a questi due mondi, quello perbenista per lei e quello maledetto per lui, una nuova identità. Tutta da mischiare però perché queste donne e questi giovani uomini di Celine si scambiano giacche e pantaloni, mantelle e byker, come niente fosse, possono acchiappare tutto dallo stesso guardaroba, compresa la borsa a tracolla con il vecchio e glorioso logo delle due C rispolverato. Slimane, che ha siglato anche il set dove trionfano le insegne dorate del brand, rilancia in modo sontuso e assoluto l’unisex, la passione per gonne al ginocchio (anche pantaloni) e giacche di velluto con sotto la camicia bianca col fiocco e i volant di pizzo per lei, immagine senza tempo e rassicurante per le jeunes filles en fleur dei quartieri alti di oggi. Stivali e cappello a tesa larga sui capelli lisci e curati, la tracollina sempre addosso come una seconda pelle. Ed ecco i tanti giovani maschi in passerella, tutti magrissimi, un po’ inquietanti, i pantaloni stretti, le giacche che sfuggono, ai piedi gli stivaletti col tacco da musicista rock, i capelli lunghi che volano intorno al viso.

Lui veste come lei e viceversa: questo è il messaggio di Celine. Sfoggiano il cappellino blu da beat e la mantella con le passamanerie d’oro, il giaccone di montone dei figli dei fiori e le camicie dandy col pizzo ridondante, i byker di pelle nera strimiziti e i jeans con gli strappi giusti. Per la donna anche tanti chemisier, alcuni col collo e i polsi bianchi, la lunghezza giudiziosa sotto al ginocchio. Uno show atteso e molto applaudito nell’immenso cubo nero dietro Les Invalides, con Hedi che esce alla fine e scappa subito via. Lui nato a Parigi nel 1968, da un bancario tunisino e da madre italiana che faceva la sarta, ha voluto dedicare alla mamma questo defilè, un gesto bello e romantico.

E se Slimane guarda indietro a quarant’anni, aggiornando la nostalgia all’oggi, Vivienne Westwood che sfila nella magnifica sala d’onore dell’Hotel de Ville, proprio non vuol saperne di revival. "Ma quale stile – dice Vivienne tutta di lilla vestita, proprio lei regina di quei mitici anni con la sua boutique londinese – che guarda ai Settanta! Io e Andreas, mio marito, facciamo tutto nuovo ad ogni collezione, non mi interessa guardare indietro penso piuttosto che la moda debba rigenerare il mondo prendendo energia dalla Terra". Sfila la collezione creata da Andreas Kronthaler for Vivienne Westwood, concepita a quattro mani e imbevuta dello straordinario dna del brand. "Sono un acquario e sono superstizioso. Ho scelto il numero 9 come portafortuna di questa collezione perché su un polso – racconta Andreas– ho una cicatrice proprio con questo segno! Questi sono 50 modelli che puntano sui tagli e le lavorazioni, come certi pantaloni che richiedono tempo per essere realizzati". Star della passerella co-ed è Bella Hadid che chiude il defilè vestita da sposa, con corsetto alla Westwood favoloso e perfetto nude-look che vela il seno da sballo. Dietro di lei un corteo di cortigiane bellissime, anche loro col seducenti bustier.