Giorgio Armani al termine della sua sfilata milanese (Ansa)
Giorgio Armani al termine della sua sfilata milanese (Ansa)

Milano, 21 settembre 2019 - I bambù riempiono il cortile di Palazzo Orsini, sede della maison Giorgio Armani, e rendono ancora più rigogliose le architetture settecentesche dalla magione cara al grande stilista perchè d'impronta culturale milanesissima. Qui, dopo il debutto a giugno della collezione maschile, ecco ora il defilè della collezione femminile per la prossima estate con Giorgio Armani alla fine molto soddisfatto del suo lavoro e di quello dei suoi collaboratori e sommerso dagli applausi degli invitati ai due defilè che hanno riempito di eleganza e mondanità via Borgonuovo.

Un'atmosfera che ha esaltato gli abiti in passerella al centro del cortile, un'elegia di bellezza femminile soffusa eppure molto moderna e nei tempi che viviamo, con nuovo colore vincente il marrone caffè che ricorda quei toni della natura che il grande stilista vuole sempre più contribuire a proteggere. E poi un susseguirsi sognante di modelli da giorno, come i completi grigio alba e le giacche con la manica raglan ma accostante alla vita, e da sera come gli abiti tutta luce e i pantaloni con le tuniche di organza velati solcati di cristalli o le cappe a enormi volants. Poi gli accessori, le scarpe basse e trasparenti, che regalano un'andatura giovane e rilassata, e una elegia di borse una più bella dell'altra con focus su la Prima che viene rieditata e orgogliosamente ripresentata. Su tutto plana una voglia di semplicità raffinata, di bando alle ossessioni del troppo, per privilegiare sogni e desideri delle donne di oggi. "C'è un cambio di direzione - dice Armani - la moda ora è meno stravagante, meno forte e da una parte è un bene. Io ho sempre sostenuto che la moda è ad uso della gente, destinata al pubblico che vive la vita. Qui pur rimanendo nell'accettabile ho voluto dare un colpo d'ala, andare controcorrente è dei grandi. Hai voglia di dimostrare che hai delle idee!".

Nuovo colore il bluette, nuove fantasia a orchidee giganti e foglie di ficus soffuse che scolpiscono con tagli geniali la figura femninile, il nero che vive solo se mescolato con colori madreperlati e soffici. Ricami pazzeschi, boa di tulle da femme fatale e stole di tecno-organza e grandi volant. "C'è voglia di uno stile un po' borghese, verissimo, un ritorno al rispetto per l'abito fatto bene, non disconosco che la moda sta cambiando. Come la donna che è cambiata nei rapporti con l'uomo e sul lavoro, dopo gli anni della competizione ora è più sexy, predilige i contrasti", conclude Giorgio Armani.