Redazione
Moda

Quiet luxury, ovvero lusso sì, ma rilassato

Niente sfarzo, niente loghi, ma stile alla moda, ordinato, quieto e disinvolto

Gwyneth Paltrow - photo courtesy @gwynethpaltrow
Gwyneth Paltrow - photo courtesy @gwynethpaltrow

Capi vistosi, gioielli sfarzosi e loghi giganti e in bella vista segno e simbolo di opulenza e di una ricchezza sfoggiata hanno lasciato – fortunatamente - il posto, in queste ultime stagioni, a un'estetica più attenta alla qualità dei capi, alla sostenibilità e a una forma più distesa e sussurrata di lusso. Definita “quiet luxury” questa estetica si è affermata sia sulle passerelle della Primavera Estate 2023, che su quelle della prossima stagione invernale 23/24. Un'estetica che alza l'asticella della competenza in fatto di moda, visto che per coltivarla bisogna essere capaci di riconoscere l’esclusività di un capo apparentemente basico. Un'estetica più vicina al radical chic, alle idee di acquisto che si tengono lontane dal consumismo e che preferiscono “investire su un capo speciale che dura tutta la vita”. Ispirarsi a questo tipo di estetica, in un'epoca in cui i capi delle grandi maison di moda hanno raggiunto cifre per molti inaccessibili, significa allora puntare sulla qualità della manifattura e dei tessuti.

Lusso discreto fra serie tv e celebrità

Per chiarire il mondo a cui ci si riferisce con l'espressione quiet luxury può servire chiamare in causa alcune serie tv e celebrità che ne incarnano l'atmosfera. E' lussuosamente discreta, per esempio, la moda indossata in serie tv come “Anatomy Of A Scandal” da Sienna Miller, o nella serie HBO “Succession”, il dramma familiare che segue le vicende dei membri della famiglia Roy, che controllano uno dei più potenti conglomerati di media. La serie è impregnata da un'estetica quite luxury, con capi minimali e lussuosissimi indossati da quasi tutto il cast. La costumista Michelle Matland ha creato, infatti, guardaroba costosi ma senza loghi, con capi unici per ognuno dei personaggi chiave, deliziando gli occhi dei fan che hanno seguito le sue chicche di moda sin dalla premiere dello show del 2018. Fra le celebrità, Gwyneth Paltrow spicca quale vera icona del quiet luxury, tra i mille esempi possibili, il più calzante da citare riguarda la sua apparizione, lo scorso marzo, in tribunale a Park City nello Utah, per la prima udienza di un processo che la vede coinvolta per un incidente sugli sci avvenuto nel Deer Valley Resort, nello Utah nel 2016: lontana dai tappeti rossi e dai riflettori, in una semplice aula giudiziaria, l'attrice si è presentata con un maglione di prezioso cashmere e stivali Celine. La classe non è acqua o, come amava dire Gianfranco Ferré: “L'eleganza non nasce solo da ciò che porti, ma anche da ciò che pensi”. Toni neutri e capi riconoscibili solo per un occhio attento. Anche Victoria Beckham, con il suo brand così come con i suoi look, è la principessa del lusso disteso. O, ancora, Lydia Tár, protagonista del film “Tár”, l'ultima fatica di Cate Blanchett, diretta da Todd Field, non mostra loghi ed etichette, ma esibisce una raffinata eleganza su misura, proprio lei potrebbe essere la stella polare spirituale di questo approccio estetico eccezionale ma disteso. Lydia Tár incarna l'icona di una donna che non ha bisogno di usare la moda per trasmettere il suo potere o tasche profonde.

Alcuni brand dall'eleganza distesa

Quiet” è una borsa Birkin recuperata in un negozio vintage parigino o un abito rilassato dal design minimale di Khaite, brand della stilista Catherine Holstein e riconosciuto per il suo inconfondibile equilibrio tra struttura e fluidità, per il suo ricco cashmere, gli abiti di seta impalpabile e le ariose camicette. O, ancora, un capo di The Row, il brand creato nel 2006 dalle attrici e stiliste Ashley e Mary-Kate Olsen. La proposta del brand è, appunto, caratterizzata dalla scelta di tessuti eccezionali, dettagli raffinati ed esclusivi e una sartoria di altissima qualità. Loro Piana è il perfetto esempio di quiet luxury all’italiana. Seguito a ruota da Zegna, Ferragamo, Max Mara e Tod’s. Fra gli altri brand epitome dello chic figura Celine, soprattutto nei capi e accessori in cui il brand rimane nascosto o quasi. Con i suoi capi iconici come le giacche trapuntate e i cappotti-sciarpa, anche l'etichetta con sede a Stoccolma Toteme è capace di dare un nuovo significato ai capi essenziali del guardaroba.

Un'estetica che oggi si riscopre, ma che ha una storia lunga

Il lusso discreto non è, però, un fenomeno nuovo, piuttosto è una definizione diventata virale di un fenomeno secolare che affonda le sue radici negli industriali americani della Gilded Age del XIX secolo e nella Francia del 1700 e che vive in queste ultime stagioni di moda una fase di grande riscoperta, senz'altro potenziata dai social. L'amore per i capi che provengono da sartorie che trasudano lusso, ma dove da nessuna parte si scorge un logo ha una storia lunga e memorabile dunque, frequentata dai cosidetti “radical chic” in tempi non sospetti. Tra i personaggi storici ha incarnato questo approccio l'imperatrice Giuseppina di Beauharnais, per esempio, prima moglie di Napoleone, i cui abiti da sera erano lontani dall'eccesso rococò di Maria Antonietta. O, ben più di recente, è “quiet” l'estetica coltivata dalla stilista inglese Phoebe Philo, designer prima da Chloé e poi, per 10 anni, da Celine, e che nel 2017 ha abbandonato la moda. Proprio lei tra l'altro, designer simbolo di una moda sofisticata e cool, il prossimo settembre 2023 presenterà a grande richiesta la sua collezione inaugurale, che verrà messa poi in vendita a sul sito phoebephilo.com.

Come ricreare il quiet luxury nel proprio guardaroba?

Parliamo di un'eleganza di basso profilo, ma innegabilmente di alto livello. Si tratta di abbinare un cappotto di un brand blasonato, ma con l'etichetta cucita all'interno, a jeans larghi e vintage; di indossare più tonalità di beige nello stesso outfit o un orologio costoso nascosto sotto il polsino di una camicia o di un maglione spesso che ogni tanto fa capolino. Non c'è una formula dei capi must have, quanto un approccio che predilige capi di altissima qualità, fibre naturali e tagli sartoriali o su misura a maglie che esibiscono loghi o capi di pessima fattura ma “firmati”. La qualità dei tessuti e una palette principalmente neutra sono prerogative fondamentali per questo tipo di estetica. Tra i grandi must-have potremmo indicare un blazer scultoreo, dalla silhouette tagliata con il coltello, pantaloni loose dal fit disinvolto e gioielli dallo sfarzo discreto, maglie, cardigan e dolcevita o gilet in cashmere, abiti in mussolina di cotone o seta, e camicie dal taglio perfetto e in tonalità neutre.