Firenze, 13 giugno 2018 - «Sulla moda sono un orecchiante», scherza il ministro ai Beni Culturali Antonio Bonisoli appena arriva nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio per l’inagurazione ufficiale dell’edizione 94 di Pitti Uomo, da ieri a venerdì alla Fortezza da Basso. Una battuta piena di ironia visto che il neoministro voluto dal vicepremier Di Maio è uno che invece di moda se ne intende per essersi molto occupato di formazione in questo settore ed aver partecipato al Tavolo della Moda istituito dai precedenti governi. Bonisoli arriva direttamente dagli Uffizi, attraverso l’antico collegamento con Palazzo Vecchio insieme al Direttore delle Gallerie Eike Schmidt e al presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana Andrea Cavicchi perché ha assistito alla firma del rinnovo della convenzione tra Uffizi e Centro Moda e Fondazione Pitti Discovery per potenziare la cultura della moda e il Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti.

Dunque un primo impegno importante, «a soli 12 giorni dall’insediamento» e subito nel segno di Firenze, «uno dei nomi per cui l’Italia è conosciuta nel mondo», della manifattura italiana («e dico grazie agli imprenditori del settore che producono export e posti di lavoro»), dell’impegno a fare sempre più della moda un territorio della cultura «per forgiare i valori delle nuove generazioni». Per Bonisoli vanno tutelati dal suo ministero gli archivi delle case di moda, «veri tesori», per essere più coraggiosi. Parole che sono piaciute molto al sindaco Dario Nardella, al presidente di Pitti Immagine Claudio Marenzi che ha ricordato i buoni risultati del settore che è cresciuto del 3,2% nel 2017 ed è salito a 94 miliardi di fatturato, al presidente Cavicchi per il quale «Firenze è un luogo fondamentale per la formazione», per ll presidente dell’ICE Michele Scannavini che propone che il piano del governo non si chiami più «straordinario» perché deve essere invece strutturale. La sostenibilità che il sistema moda percorre da venti anni va ancora di più coltivata e fatta conoscere, ha detto il presidente di Confindustria Moda MarinoVago che ha impostato il suo intervento sulla necessità di garantire i diritti umani di chi lavora nei paesi concorrenti. Infine il premio Pitti Immagine ad Antonio Gavazzeni per l’eccellenza del marchio di famiglia, Bagutta, da sempre a Pitti Uomo. Insomma una voce sola da parte delle istituzioni e dei tanti imprenditori presenti: che il nuovo governo continui l’opera fin qui portata avanti dal ministero dello sviluppo economico sotto Carlo Calenda, che si continui col sostegno alle fiere e agli stanziamenti come quello ultimo di 30 milioni di euro.

INTANTO in Fortezza da Basso sciama a ritmo di righe e colori POP il Pitti People. Alla Leopolda fermento e intelligente esposizione per i 70 anni di Herno, azienda da 96 milioni di euro che ha in Claudio Marenzi il presidente e il Ceo. Herno L.I.B.R.A.R.Y è il racconto dalle origini ad oggi di un successo che oggi oltre all’Italia va fortissimo in Giappone e in America, tra foto di famiglia ed esempi di straordinaria innovazione.

Uno scatto sul "Pitti People"

IN CITTÀ ancora una grande sorpresa al Gucci Garden di Piazza della Signoria, con due nuove sale della Galleria dedicate a Björk e al costume tutta luce e plissè di vari materiali, anche molto contrastanti, che AlessandroMichele ha realizzato per la cantante islandese per il video del 2017 “The Gate”. «Le abbiamo chiamate Period Room – spiega Maria Luisa Frisa, critico e fashion curator – perché queste sale di volta in volta saranno dedicate a vari autori. Stavolta c’è l’abito luminescente di Björk e due _A5A4654_WEBmaschere ideate per il video dall’artista-ricamatore James Merry. Raccontano l’intensità della cantante e la visione di Alessandro Michele». Sempre al Gucci Garden in vendita al piano terreno felpe, t-shirt e bag di tela disegnate dalla ventisettenne inglese Isabella Cotier, con facce e personaggi incontrati “a giro” per Firenze e battezzate coi nomi delle strade e delle piazze della città