di Eva Desiderio "Questa è una presenza necessaria, direi istituzionale. Bisogna sostenere Pitti Immagine per questa ripartenza con la fiera fisica, Raffaello Napoleone e Agostino Poletto si sono spesi molto per questo Pitti Uomo, non potevo non essere presente". Marco Palmieri, fondatore e Ceo di Piquadro SpA, marchio ammiraglio di Piquadro Group a cui appartengono anche Lancel e The Bridge, racconta la decisione di prendere parte alla rassegna. "Conosco le loro difficoltà, le perdite durante la pandemia, perché sono nel consiglio di amministrazione di Bologna Fiere", continua Palmieri che ha fondato la sua azienda nel 1988, l’ha quotata alla...

di Eva Desiderio

"Questa è una presenza necessaria, direi istituzionale. Bisogna sostenere Pitti Immagine per questa ripartenza con la fiera fisica, Raffaello Napoleone e Agostino Poletto si sono spesi molto per questo Pitti Uomo, non potevo non essere presente". Marco Palmieri, fondatore e Ceo di Piquadro SpA, marchio ammiraglio di Piquadro Group a cui appartengono anche Lancel e The Bridge, racconta la decisione di prendere parte alla rassegna. "Conosco le loro difficoltà, le perdite durante la pandemia, perché sono nel consiglio di amministrazione di Bologna Fiere", continua Palmieri che ha fondato la sua azienda nel 1988, l’ha quotata alla Borsa di Milano nel 2007 e l’ha dotata di una sede “spaziale” a Gaggio Montano in provincia di Bologna.

"Le aziende più rilevanti hanno l’obbligo di trainare le medio-piccole per il ritorno alla normalità. Pitti Immagine ha dato tanto a tutti in questi anni: è stata per noi una vetrina internazionale insostituibile. Da qui bisogna ripartire", dice l’imprenditore che ha fatto di design e tecnologia i capisalti insostituibili della sua impresa. Per Palmieri la fiera fisica è la vera fiera. "Se non dai una stretta di mano e scambi le opinioni coi colleghi, se non ci sono emozioni ed empatia tutto è più anonimo. La passione non ti viene fuori coi bit, serve toccare il prodotto, bisogna sentire il profumo della pelle o vedere come cade un tessuto", continua Palmieri.

"Fare tutto a distanza come siamo stati costretti a fare nei mesi duri del Cocid 19 – afferma l’industriale – mi sembra una sub-cultura, le videocall sono così noiose! Meno male che adesso si ricomincia a parlare di prodotto, meglio vedersi direttamente in azienda per darci una pacca sulle spalle piuttosto che affidarsi allo smartworking!". Che l’empatia non si trasmetta dai monitor, detto da un imprenditore-ingegnere come lui e da un visionario, non è cosa da poco. "Noi facciamo creatività", e da qui si ricomincia al Pitti Uomo che si apre stamani a Firenze. Anche la collezione di Piquadro per l’estate 2022 risente di questi mesi trascorsi in pandemia e della voglia di vita all’aria aperta.

"Lanciamo a Pitti Uomo uno zaino che resiste alle intemperie perché ha una specie di impermeabile che lo rende sicuro per la pioggia, brillano i materiali idrorepellenti, quasi dei gusci che ti proteggono anche dal virus – spiega il presidente – perché se vai in metropolitana quando arrivi a casa lasci la guaina dello zaino in garage e lo porti in casa pulito". Piquadro Covid free, non è poco con materiali repellenti al virus, superfici trattate per questa difesa. A Pitti poi si parla del modello ‘Modular’, trolley a cui si può attaccare marsupio e zaino per avere sempre tutto con sé durante il viaggio.

Con circa 1000 dipendenti il Piquadro Group vede impegnato nella sede di Gaggio 150 persone, 100 a Scandicci (Firenze) e il resto nei negozi nel mondo. Il 2020 come per tutto il comparto moda è andato male, l’azienda ha perso il 23% del fatturato rispetto al 2019 che si era chiuso a 170 milioni di euro. "Noi siamo liquidi – conclude Palmieri – ci siamo mangiati però un bel po’ di denaro con le chiusure e gli stop dei negozi. Ma sono positivo, torneremo ai livelli pre-Covid. Anche perchè il secondo trimestre 2021 sta dando ottimi segnali di ripartenza".