Piero Piazzi e Naomi Campbell
Piero Piazzi e Naomi Campbell

Milano, 10 settembre 2019 - “Il mio sogno? Avere in passerella Sophia Loren, è una diva che amo alla follia ma anche una donna che ammiro da sempre. A 86 anni è sempre lei l'icona della bellezza!”, racconta Piero Piazzi appena rientrato da New York e subito planato per i tanti progetti e le tante decisione sulle sfilate di Londra, Milano e poi Parigi. Perchè Piazzi, bolognese, 55 anni, sposato e innamorato da sempre con Silvia Giusfredi, famiglia borghese perchè il papà Arrigo Piazzi è stato un dirigente della Poligrafici Editoriale SpA, un sorriso aperto che ti incanta e una comunicativa diretta e non comune, romantico ma determinato, è il presidente worldwide di Women Management Milano, potente agenzia di modelle del gruppo Elite World, manager dal volto umano sensibile ai diritti delle persone e alla tutela del pianeta e degli animali. Studi al Collegio San Luigi, poi la “fuga” a Milano a soli 17 anni, poi la spola New York-Bologna per gli studi in giurisprudenza con solo due esami da dare, primi passi nel mondo della moda come modello e poi l'attività di agente per modelle che lo ha portato ai vertici della professione in trent'anni di impegno. Lunedì prossimo a Milano nella Sala Alessi di Palazzo Marino Piero Piazzi riceverà il Premio alla Carriera e il Premio Elio Fiorucci organizzato da Cristiana Schieppati, direttrice del “Chi è chi della Moda”. Piazzi ne è felice ed emozionato, “dopo 35 anni di carriera ogni giorno imparo qualcosa, e dedico il premio Fiorucci a tutti coloro che hanno lavorato con me”.

A parte Sophia Loren, sogno che le auguro si possa avverare, lei ha portato in passerella le supertop di ieri e le nuovo bellezza di oggi. Che differenza c'è tra loro?
“Premetto che io non vado a vedere le sfilate perchè in quei momenti devo lavorare proprio per organizzare gli impegni delle modelle di Women Management. Mi sembra che in trent'anni non si sia creato niente di nuovo, è tutto da buttare, nell'ambiente della moda manca il rispetto. Kaja Gerber e Gigi Hadid, per famiglia e nome, erano fenomeni prima di fare le modelle. E questo fa la differenza dalle top model anni Novanta, come quella Kate Moss così piccolina che non la voleva nessuno mentre la sceglieva per prima Alberta Ferretti. Insomma c'è una moda reale e una no”.

Martina Colombari, Piazzi e Afef

Colpa anche dei social media e delle influencer?
“Non mi piace generalizzare. Dico solo che oggi non si inventa niente, quelli che hanno inventato tutto oggi non ci sono più, purtroppo. E le dive non sono più le modelle ma restano le attrici alla Meryl Streep che abbiamo visto a Venezia. Le influencer? Chiara Ferragni è stata brava, io oggi mi ricredo delle critiche che le ho rivolto”.

Lei ha sfilato agli inizi della carriera ma oggi non ha in “scuderia” modelli maschi. Perchè?
“Gli uomini non sono il mio campo di lavoro. In passerella mi sembrano tutti beccamorti”.

Valeria Mazza, Carla Bruni, Nadeje Dubospertus, Eva Herzigova con Piazzi al centro

Ha sempre tanti amici tra gli stilisti?
“Tantissimi, di tutte le età e di tutte le glorie. Penso perchè io ho fatto tutto con amore nella vita come nel lavoro, e questo paga. Gianni Versace? Indimenticabile come Gianfranco Ferrè, un amico vero, per lui mia madre faceva i tortellini a mano a casa a Bologna e io glieli portavo. Ho visto nascere un talento come Riccardo Tisci che reincontro a Londra da Burberry, E poi Valentino Garavani, Donatella Versace, Calvin Klein e l'immenso Giorgio Armani”. 

Oggi consiglierebbe a una giovane o ad un giovane di fare il suo lavoro?
“Non credo, il mio lavoro non è più quello che era, è meno creativo, meno spontaneo. Come del resto la moda, specie quella in mano ai colossi del lusso”.

Piazzi Bruni

E cosa pensa del dibattito e spesso della discriminazione sull'età delle donne?
“Penso che sia una cosa ridicola. Pensiamo ad Iman che è una persona straordinaria. Ci vuole rispetto per le persone e la loro età. Che dire della bellezza ancora purissima di Carmen Dell'Orefice? E di Lauren Hutton in passerella all'ultima haute couture di Valentino. Una maison come Etro recentemente ha ideato un defilè generazionale, l'ho trovato fantastico”.

C'è un limite di età per sfilare in passerella?
"Per me si sfila solo a 18 anni compiuti ma in Italia, purtroppo, manca ancora una legge. Ce invece c'è in America. Però il gruppo Kering e la LVMH hanno siglato un patto di ferro per tenere la barra dell'età minima per far le modelle ai 18 anni, giustissimo. Penso che le ragazze vadano aiutate a poter continuare i loro studi e quando hanno problemi con l'alimentazione e con il proprio corpo”.

Piazzi Herzigova

Chi sono le modelle famose che hanno cominciato con lei?
“Tutte. Monica Bellucci, Eva Herzigova, Martina Colombari, Mariacarla Boscono, Carla Bruni e con tutte ho un rapporto meraviglioso. Marpessa è la prima modella di cui mi sono occupato, era il 1985: non la voleva nessuno perchè aveva le occhiaie! Non era perfetta. Ma io sono sempre stato un fautore della bellezza che non è la perfezione. Anche i difetti aiutano”.

La più bella virtù nel suo lavoro?
“L'umiltà, non amo chi si monta la testa, come i fotografi che fanno i ritocchi, per questo adoravo Peter Lindberg e per questo apprezzo Giovanni Gastel che è un grande fotografo che trasmette eleganza e anche un gran signore”. 

Monica Bellucci, Marpessa, Piero Piazzi

Fra le giovani modelle italiane chi ci segnala?
“Chiara Scelsi, 23 anni, bellissima e moderna”.

La moda può lottare contro le discriminazioni?
“Sì, è lo dimostra il caso di Lea Cerezo, per tutti Lea T, modella trasgender che ha molto sofferto. Per me è come una figlia”.

Piero Piazzi

E Naomi?
“Naomi, se si parla di top model c'è solo lei”.