La direttrice Beatrice Venezi con la bacchetta creata da Paolo Penko
La direttrice Beatrice Venezi con la bacchetta creata da Paolo Penko

Firenze non smette di stupirci per l'abilità e la genialità delle sue "mani d'oro", quelle degli artigiani veri e appassionati come il maestro orafo Paolo Penko che dalla sua bottega in via delle Oche crea capolavori a raffica. Non bastano i gioielli tutti realizzati a mano con tecniche antiche e la meraviglia del penkato che ricorda la preziosità di ricami principeschi. Non basta l'aver rilanciato per primo la cultura del gioiello cinquecentesco che sta influenzando schiere di stilisti in tutto il mondo, l'aver realizzato il cucchiaino di Cosimo I de' Medici e poi la gloriosa Corona a diciannove punte del Duca di Firenze esposta come merita in Palazzo Vecchio insieme allo scettro del primo Granduca e al Collare del Toson d'Oro. Adesso Paolo Penko ha creato anche la prima bacchetta per direttore d’orchestra, corredata di gioielli, in particolare zaffiri e pietra di luna, una parure artistica creata su misura per la direttrice di orchestra Beatrice Venezi in occasione dell’evento di lancio di “Musica in Giro”, il primo agosto a porte il chiuse al Teatro Verdi con l'Orchestra della Toscana per il lancio del suo primo album "My journey - Puccini's Symphonic Works".

Brava, bella, ammirata la Venezi, nata a Lucca trenta anni fa e prima direttrice d'orchestra donna d'Italia, già famosa nel mondo anche come compositrice e pianista, a Firenze si è fatta ammirare anche per la sua classe nell'abito da sera blu notte di Salvatore Ferragamo e la sua grazia nel far volteggiare la bacchetta-gioiello di Penko che nell'impugnatura richiama la Cupola del Brunelleschi coi suoi otto spicchi. Un prodigio d'argento e di bellezza per 35 grammi di peso e 35 centimetri di lunghezza che racconta come ancora oggi, a dispetto di tutto, resista in città un artigianato d'arte senza uguali che trova forza nella tradizione, nella passione e nella famiglia. Perchè Paolo Penko ha al suo fianco la moglie Beatrice, esperta gemmologa, e i suoi due figli Alessandro e Riccardo che si impegnano nell'altra bottega di via Zanetti, ricevendo anche loro una clientela da Firenze e dal mondo. Prima del Covid non era raro incontrare da Penko vip internazionali e sceicche a caccia di riproduzioni in oro e pietre preziose dei gioielli di Eleonora di Toledo, tra reticelle d'oro e perle a goccia. Uno stile fiorentino che ha fatto epoca nel Rinascimento e riesplode nella moda di oggi.