L'installazione di Enrica Borghi
L'installazione di Enrica Borghi

Roma, 3 maggio 2016 -  La "Regina dell'Acqua" indossa un abito da ballo favoloso, trasparente, fatto con 20.000 bottiglie di plastica, con tanto di immenso strascico. E' l'installazione di Enrica Borghi che abbraccia e conquista visitando la mostra "In Acqua - H2O molecole di creatività" ideata e realizzata da Stefano Dominella, presidente di Gattinoni e presidente del comitato Sistama Moda di Unindustrai,.e da Bonizza Giordani Aragno, studiosa di storia della Moda e del Costume e docente di alcune ta le più prestigiose scuole di settore. Un'esposizione di fascino e di interesse assoluto che trova "casa" nel magnifico spazio dell'Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano, sotto la volta immensa dell'ex Planetario, davanti agli occhi di incredibili teste e busti di età romanica. Un tema e un luogo di suggestione presentati oggi alla stampa anche dalla recitazione dell'attrice Paola Minaccioni che ha letto la poesia di Aldo Palazzeschi "la Fontana Malata", dalla parole di benvenuto del Soprintendente speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'area archeologica di Roma Francesco Prosperetti e di Carlotta Ventura, responsabile eventi di Acea SpA che ha finanziato la mostra.

In mezzo a 63 abiti a tema acquatico di grandi stilisti e giovani emergenti, con 28 accessori fra i quali il mitico Sandalo Invisibile di Salvatore Ferragamo realizzato in filo per canna da pesca, ecco alcune installazioni di arte contemporanea come appunto l'abito di bottigliette di Enrica Borghi ma anche i lavori di Mario Luca Giusti con bicchieri e brocche in cristallo di plastica che lo hanno resto famoso nel mondo per "Acqua da Bere", e ancora Federico Paris con "Sorgente", IIaria Sadun con "Gocce", David Pompili don "T-She H2O", intorno all'abito sirena tutto di paillettes color del mare di Enrico Coveri, all'onda di eleganza di Giorgio Armani, alla rete di perline di Romeo Gigli, al peplo di Issey Miyake, all'abito da sera ricamato di pesci di Valentino, al cappotto di paillettes d'oro di Max Mara, all'abito da sera tutto drappeggi couture di Ermanno Scervino color acqua di fonte.

Non mancano la tuta strepitosa a onde di Krizia, il corpetto plissettato dell'abito da cocktail di Fernanda Garttinoni, i gioielli ispirati alle polene di Marina Corazziari, le giacche a prova di pioggia di Stone Island, i costumi da bagno di Laura Urbinati e le collezioni strepitose di pezzi del vero Martin Margiela come una creazione divina di Jole Veneziani. Insomma, una carrellata intorno all'acqua che scorre nella vita degli uomini e da sempre soggioga e strega la Moda. Fino all'abito testimonianza di Guglielmo Mariotto per Gattinoni "Fuocoammare" dedicato alla tragedia dei migranti, col corpetto da sera stretto nel giubbotto di salvataggio e la grande ruota dell'abito fatta con seta di riciclo, ricami rattoppati, colori cupi a simboleggiare i rischi e i drammi di troppi naufraghi moderni.

"Io con gli abiti ho sempre parlato - dice Guglielmo Mariotto reduce dai successi di giudice severo ma simpaticissimo e a volte spietato a Ballando sotto le stelle - e i miei sono abiti manifesto come questo in mostra qui alle Terme di Diocleziano. Un vestito per gridare basta a tante morti e a tanta tristezza!". "Dopo l'Eleganza del Cibo mi sono subito buttato con Bonizza Giordani Aragno sul tema dell'acqua che regala la vita e anche la tragedia nel mondo - racconta Stefano Dominella - e abbiamo trovato tante bellissimi creazioni di stilisti famosi ma anche di emergenti come Sante Costanzo. Mi è piaciuto legare tutto con le installazioni d'arte e con le foto sott'azcqua realizzate da Paolo Belletti con il corpo e le movenze affascinanti di una campionessa di apnea come la giovanissima Paola Mauri che fluttua come se stesse partecipando a una sfilata subacqua".