di Eva Desiderio

“One House, Different Voice” è il motto e l’anima del progetto Moncler Genius che Remo Ruffini presidente e Ceo del marchio famoso per i suoi piumini ha lanciato due anni fa a Milano al Palazzo delle Scintille. Un’idea forte e visionaria dell’imprenditore che ha rilevato Moncler nel 2003 portandolo a toccare un fatturato 2019 con ricavi al 31 dicembre pari a 1,62 miliardi di euro. Un colosso con boutique in tutto il mondo. Moncler dal lancio delle collezioni Moncler Genius ha fatto molta strada, grazie anche ad alcune interessanti collaborazioni: quella con Rimowa per Moncler Rimowa Reflection e quella con Interparfums per il lancio di una nuova linea di fragranze, quella per la realizzazione della Mate.bike, una bici elettrica pensata per terreni estremi e adatta anche per raggiungere cime innevate. Non manca un po’ di tenerezza con le protezioni dal freddo per cani con la collezione Moncler Genius Poldo Dog Couture.

Tanti progetti nella mente di Remo Ruffini ma sempre centrale la moda con l’abbigliamento per lei e per lui ogni volta affidato alla creatività di un gruppo di stilisti che fanno della ricerca la punta di diamante di Moncler Genius. Fin dalla prima edizione del 2018 ecco spiccare il nome di Pierpaolo Piccioli, direttore creativo di Valentino, che ha portato un’allure molto couture alle collezioni Moncler Genius al debutto. Ora nel 2020 sono otto le sfide possibili e trendissime con 1 Moncler JW Anderson, 2 Moncler 1952 (la parte uomo è disegnata da Sergio Zambon mentre la parte donna da Veronica Leoni),3 Moncler Grenoble (disegnata da Sandro Mandrino), 4 Moncler Simone Rocha, 5 Moncler Craig Green, 6 Moncler 1017 Alyx 9SM (disegnata da Matthew Williams), 7 Moncler Fragment Hiroshi Fujiwara, 8 Moncler Richard Quinn. In questa settimana appena trascorsa è stato lanciato il progetto con Craig Green, potente stilisticamente e carico di sperimentazione specie per la scelta di un materiale unico leggero ma resistente come il nylon miro ristop. Green porta nella sua visione di Moncler l’estetica del tecnico all’estremo coniugandola con la visione immaginifica dei capi che partendo dal piumino lo portano verso la tridimensionalità e lo esaltano con imbottiture visibili e cerniere sul corpo. Prima dello stilista inglese sono state varate le collezioni Moncler Genius di Simone Rocha, Richard Quinn, e Hiroshi Fujiwara.