La modella Lea T in una sala del Palazzo dell'Arengario (Foto Stefano Guindani)
La modella Lea T in una sala del Palazzo dell'Arengario (Foto Stefano Guindani)

Milano, 16 febbraio 2020 - Mancheranno mille cinesi, tra buyer, stampa e addetti del settore, alla Milano Moda Donna, in arrivo da mercoledì a lunedì 24 febbraio con anteprima il 18 con l’apertura del Fashion Hub Market alla Permanente. L’effetto Coronavirus si abbatte pesantemente sulla Moda come si è già visto a New York e a Londra e come si vedrà a Milano e Parigi. In tutte le capitali della moda internazionale ci saranno molti posti vuoti ai defilè e nessun compratore cinese sarà negli showroom.

"Lo scenario mondiale ci dà molta apprensione – dice Ferruccio Ferragamo, presidente di Salvatore Ferragamo spa – non solo per la salute ma anche per il business. In questi giorni i nostri 43 negozi diretti in Cina sono chiusi, e così pure gli altri 23 fanno orario ridotto. So già che nessuno dei nostri clienti verrà alla nostra sfilata di Milano". Preoccupazione dunque ma anche tanta voglia di reagire al peggio che potrebbe venire, con rispetto e attenzione. Così hanno già dato forfait a Milano ai defilè brand come Angel Chen, Ricostru e la brava Hui, griffe che nelle ultime stagioni si sono fatti notare, come pure a Parigi sono tanti i marchi cinesi che hanno lasciato il Calendario della Chambre Syndacale come Masha Ma, Shiatzy Chen, Uma Wag, Maison Mai. Non è possibile finire le collezioni, non è possibile venire in Occidente per il blocco dei voli.

La Camera Nazionale della Moda reagisce in modo solidale e decide di far aprire la kermesse alla stilista cinese Han Wen, 26 anni, basata a New York, con un segnale forte e vero. "L’inclusione e la sostenibilità – racconta Carlo Capasa presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana – sono da sempre pilastri della nostra strategia e anche questa edizione di Milano Moda Donna è caratterizzata da una particolare attenzione a questi temi. In questo momento di difficoltà per la Cina abbiamo lanciato l’importante iniziativa 'China, we are with you' per ribadire quanto sia importante costruire ponti e non muri. E per permettere a tutti coloro che non potranno essere a Milano di vivere l’esperienza della Fashion Week verranno trasmesse le sfilate in streaming e creati contenuti speciali ad hoc".

Carlo Capasa e Cristina Tajani

Mercoledì 19 febbraio, primo giorno della fashion week milanese, apre la kermesse il defilè di Gilberto Calzolari, alfiere della moda sostenibile ad alto tasso di riciclo, poi il bolognese Marco Rambaldi, giovane talento che si sta affermando al top conn importanti collaborazioni stilistiche, Arthur Arbesser che porta a Milano la sua cultura mitteleuropea e poi la forza possente di Gucci che sfila nell’headquarter di via Mecenate dopo il trionfo del bilancio 2019 che ha chiuso a 9 miliardi e 600 milioni di ricavi. Poi tocca alla seduzione e alla leggiadria di Alberta Ferretti e alla contemporaneità di N.21 e di Jil Sander reduce dal successo dell’ultimo Pitti Uomo. Domenica 23 chiude il Calendario Giorgio Armani, come sempre generoso nel riuscire a trattenere buyer e stampa internazionale a Milano. Showrooms aperti per tutta la settimana con pienone di presentazioni anche per gli accessori, con Patrizia Pepe, Moon Boot, Brunello Cucinelli, Gentryportofino, Simonetta Ravizza, Lancel. The Bridge, United Colors of Benetton, Santoni, Emilio Pucci, Baldinini, Doucal’s, Hogan, Herno, Eleventy, Pollini, Borsalino e tanti altri.