Venerdì 19 Luglio 2024
CEDITORIALI
Moda

Le tasche non renderebbero la vita più facile?

Le donne chiedono le tasche anche sugli abiti femminili per capi più pratici, anche se a scapito dell'ornamento

Kasia Smutniak a Venezia 2023 (nella foto con C. De Gregorio e P. Piccioli) ANSA

Kasia Smutniak a Venezia 2023 (nella foto con C. De Gregorio e P. Piccioli) ANSA

Se è vero che iniziano a vedersi gli uomini con le borse, è vero anche che raramente vediamo donne senza. La borsetta fa le veci, negli outfit femminili, delle tasche sui capi maschili. Ma adesso le donne chiedono le tasche anche per i loro capi, nel desiderio di abbracciare la praticità anche se questo dovesse comportare la rinuncia agli orpelli. L’abbigliamento è da sempre il riflesso della società e le discrepanze tra le tasche femminili e quelle maschili è un residuo della differenza atavica e secolare dei ruoli dell'uomo (che lavora e deve avere facile accesso alle tasche in cui tiene denaro, chiavi...) e della donna (limitate a casa e senza accesso al denaro) che oggi risulta stonato e fuori tempo massimo.

Il trend dell'utility wear

Fra le tendenze moda dell'ultima primavera estate, che si conferma anche per questo autunno inverno, ha spiccato e spicca l'utility wear, caratterizzato dalle maxi tasche. Non è un caso che per i designer della moda la funzionalità sia ormai una tematica centrale. Ovviamente non basta un trend per eliminare gli stereotipi, ma sicuramente esso dà voce a un passo in avanti. Le donne sono “costrette”, comunque, all’utilizzo di borse, per un fattore, prima ancora che stilistico, utilitario. È  possibile che la vera “era delle tasche” sia arrivata, perché tutto il necessario per la vita quotidiana è diventato così piccolo?

La questione femminista delle tasche nel nuovo saggio di Hannah Carlson

E' uscito da poco in libreria il nuovo saggio della studiosa e professoressa di moda e costume Hannah Carlson Carlson’s Pockets: An Intimate History of How We Keep Things Close (ed. Algonquin Books, settembre 2023) in cui l'autrice si esprime in modo leggero ma non superficiale sulla questione femminista delle tasche. «E' possibile - afferma - che la vera era delle tasche sia ormai arrivata, perché tutto il necessario per la vita quotidiana è diventato così piccolo. I contanti sono di utilità limitata e le rubriche, i diari e le mappe sono tutti morti. I telefoni, e magari un rossetto, una chiave o un pettine, sono davvero tutto ciò di cui una donna ha bisogno, e questo potrebbe significare che possiamo non essere più ingombrate di borse». Celebrità che scelgono per le serate di gala abiti pantaloni - come di recente Kate Winslet in tailleur pantalone bianco con tasche al Vogue World 2023, o Kasia Smutniak che, durante la première di Priscilla alla Mostra del Cinema di Venezia 2023, indossava una rivisitazione in chiave femminile del classico completo uomo con cravatta e gonna fasciante lunga fino ai piedi con le tasche - e la ritrovata passione per i pantaloni cargo e le loro maxi tasche sembrano confermare la visione ottimista della Carlson.  

Un passo indietro...

Nel suo saggio Hannah Carlson sostiene che la politica delle tasche sia una storia antica ma in realtà moderna: «in tutta l’Europa medievale, le borse venivano indossate sulla cintura da tutti. Poi, quando 500 anni fa furono cucite le prime tasche nei pantaloni da uomo, iniziarono i guai». E racconta di quando, più di recente, l'arci-fashionista Diana Vreeland, all'epoca redattrice capo di Vogue (dal 1962 al 1972), aveva espresso la sua antipatia per le borse - che secondo lei erano "una scocciatura" - e il desiderio di dedicare un numero alla celebrazione delle tasche. L’idea venne fermata dagli editori che le fecero notare le cifra dei guadagni provenienti dalla sponsorizzazione dell'industria delle borse. Ma non è soltanto una faccenda commerciale, ammette sempre la Carlson: «Sebbene i capi spalla da donna siano generalmente migliorati, gli stilisti continuano a sostenere che una tasca rovina la linea di un vestito».

Le pubblicazioni e i siti a favore della campagna per le tasche da donna

Ci sono alcuni fatti concreti che si nascondono in fondo al dibattito sulle tasche. Cinque anni fa, un sondaggio sui jeans pubblicato sul sito The Pudding aveva rilevato che, in media, le tasche delle donne erano il 48% meno profonde e il 6,5% più sottili di quelle degli uomini, e che solo il 40% delle tasche anteriori delle donne poteva contenere uno smartphone. Meno della metà potrebbe contenere un portafoglio. Un paio di anni dopo, uno studio di YouGov – What Women Pant: Pockets They Can Use – ha rivelato che molte donne volevano trovare più tasche nelle giacche e nei pantaloni. Fra le sostenitrici più agguerrite delle tasche per gli abiti da donna c'è Mandy Fletcher, che ha aperto il sito web di acquisti Pockets For Women  nel marzo 2022. Il sito di Fletcher seleziona i marchi che offrono le migliori tasche sui capi da donna e riscuote sempre maggiore successo. Per la Fletcher «le cose stanno migliorando, con differenze meno evidenti nel numero e nella dimensione delle tasche offerte a uomini e donne. Ed è fantastico quel che sta accadendo, in particolare, con la tendenza dei pantaloni cargo». Il suo sito elenca tutti i vantaggi delle tasche e gli svantaggi delle borse: «una borsa può essere stata uno status symbol per Margaret Thatcher, ma per Carlson e Fletcher è solo un ingombro: costosa e una tentazione per i ladri, oltre ad attirare il giudizio degli altri».