Kenzo Takada (Archivio)
Kenzo Takada (Archivio)

Parigi, 4 ottobre 2020 -  E' stata la festa più bella che il popolo della moda ricordi quella dell'addio alle passerelle di Kenzo Takada, per tutti solo Kenzo, nel 2000. Con tanto di elefanti e lui magnifico anfitrione a cavalcarli sorridente e divertito, tra quelle sue maglie che sono nell'olimpo dello stile contemporaneo. 

Oggi, verso le 16 del pomeriggio il primo stilista giapponese che si è affacciato negli anni Settanta sulla scena parigina è morto per Covid-19 all'ospedale americano di Neully sur Seine (lo stesso dove è spirato Karl Lagerfeld) dopo una malattia breve che non gli ha dato scampo. 
Kenzo Takada aveva 81 anni, portati alla stragrande, ed era nato nel 1939 nella provincia giapponese di Hyongo. Lasciata l'università di Kyoto si è trasferito giovanissimo a Tokyo e qui si è laureato al Bunk Gakuen, una delle più prestigiose scuole di moda al mondo. Nel 1965 a soli 26 anni decide di andare a vivere e a lavorare a Parigi, già allora capitale internazionale della moda, inseguendo i miti di Pierre Cardin e Gabrielle Chanel. 

In quegli anni, in cui si afferma il mito di Yves Saint Laurent, Mr Takada lavora nell'atelier di Louis Feraud e nel 1970 apre la sua prima boutique parigina che battezza Jungle Jap, nel mito della natura e dei fiori che accompagneranno tutta la sua creatività e il suo genio stilistico. 
Nel 1971, fondando la sua griffe, comincia a lavorare sulla maglieria, genere di moda che lo consacrerà negli anni come maestro indiscusso di punti e colori. E proprio in quell'anno data la collaborazione produttiva che durerà per venti anni con la Miss Deanna, azienda di Reggio Emilia guidata da Deanna Ferretti Veroni, amica di tutta la vita che oggi conserva nella Modateca Deanna di San Martino in Rio tutto l'archivio storico di quella collaborazione che tanto conta e vale nella storia dello stile di ieri e di oggi.

Sempre sorridente, naturalmente cortese, bello ed elegante fino a questi ultimi anni, Kenzo è stato l'interprete del “flower power”, di un modo di vestire colorato e felice per uomini, donne e bambini e allegro perfino nel mondo dei profumi. Nel 1993 decide che il tempo di passare la mano è arrivato e vende il marchio al gruppo LVMH di Bernard Arnault.  Ma continuerà ad essere direttore creativo fino al 2000, l'anno memorabile della festa con gli elefanti in occasione della quale Deanna Ferretti Veroni editò un giornale per celebrare l'allure e la bravura di Kenzo. 

Chi scrive lo ha visto l'ultima volta, sempre perfetto ed elegante, con quel sorriso gentile che il mondo della moda porterà nel cuore, sotto la pioggia parigina al debutto del nuovo stilista della sua ex maison, il portoghese Felipe Oliveira Baptista: “Mi è piaciuto molto questo defilé - disse Mr Takada tutto di grigio perla vestito, coi capelli all'indietro e quella fezza bianca che era come un sigillo di bellezza per un ottantenne internazionale come lui - Felipe è davvero bravo!”.

Nell'album d'oro dei suoi successori alla guida del brand c'è anche l'italiano Antonio Marras chiamato dal gruppo LVMH nel 2003 e congedato nel 2011.Negli ultimi anni Kenzo Takada viveva tra Parigi e Tokyo, dove andava a trovare i suoi familiari, dedicandosi con passione alla creazione di oggetti per l'arredo.