Sfilata Gucci
Sfilata Gucci

Milano, 15 gennaio 2020 - Il pendolo oscilla a 360 gradi sulle teste dei modelli e nelle menti del pubblico che assiste alla sfilata maschile dell’inverno 2020-2021 di Gucci che è tornato in passerella a Milano con la collezione uomo che vanta 48 modelli alternati a 10 al femminile. Scandisce il tempo e anche la nostalgia e l’anima innocente e libera dell’infanzia in cui tutto è possibile, in cui si è davvero capaci "di essere solo se stessi.

Alessandro Michele festeggia cinque anni di direzione creativa, cinque anni da quel debutto a sorpresa che ha rivoluzionato lo stile della maison che ha in Marco Bizzarri un presidente visionario almeno quanto lo stilista. E spegne le candeline con un messaggio fortissimo che rompe le catene del machismo ”tossico”, della prevaricazione, della violenza e del sessismo che la nostra cultura ha elevato quasi sempre a modello.

Lo stilista apre la gabbia e fa uscire alla luce della verità, il bambino che è dentro ognuno di noi. "Il mio è un ripasso dei compiti del passato – dice Alessandro Michele mentre tutti stringono in mano la cartella stampa del defilè che è scritta sul foglio protocollo della scuola con la grafia da bambino – e torno a riflettere sulla mascolinità e sulla complessità dell’essere uomo. È un mondo variegato, soggetto a imposizioni culturali, anche per le donne quando dopo l’asilo ti cominciano a dire in famiglia cosa è lecito fare da maschio o da femmina. Ecco con questa collezione voglio tornare indietro per imparare di nuovo, per dire proviamo di nuovo. La tossicità del modo stereotipato di essere uomo è pericolosa. All’asilo eravamo tutti uguali e questo è il mio inno al romanticismo".

Ed ecco in passerella al Palazzo delle Scintille sotto al pendolo e davanti a una tribuna scientifica che la ragazza sfila con la collaretta bianca, il ragazzo con cappottino baby bon ton con tasche e colletto di velluto, ai piedi i vecchi e cari sandali con gli occhi e sulle gambe magre i calzettoni sotto i pantaloncini, il minipull col ciuccio e la borsa Jackie proprio come lei, una elegia di mocassini classicissimi e vestitini di velluto da cerimonia, il grembiule a quadretti bianco e celeste e per contrasto i capelli col ciuffo rockabilly. Un Gucci normalizzato, struggente, poetico e intenso. Favolose le borse con la scritta Gucci Liberty nelle mitiche microfantasie floreali e quelle con la scritta ironica Fake.

Molto bravo in questa giornata di chiusura di Milano Moda Uomo anche Marco De Vincenzo che stupisce con il loden plissè e con questa seconda collezione al maschile intitolata Ciao , parola simultanea che si identifica con la sua moda personale e unica. I cappotti hanno i polsi ripresi couture, dai taschini delle giacche a scatola escono le margherite, la giacca di tweed ha il fiocco dietro e sul kilt brilla la maglia ricamata portato con la borsa con l’occhio di Man Ray.

Molto coerente coi tempi che viviamo e con la voglia sempre più emergente di qualità la collezione di Eleventy, sempre più completa e desiderabile, disegnata dal direttore creativo uomo e fondatore del brand Marco Baldassari. "Ricerco l’equilibrio e coltivo l’autentico Made in Italy – dice Baldassari che ha voluto i versi originali de L’Infinito di Leopardi per l’ultima campagna – e uso solo materie prime preziose e autenticamente sostenibili". Una sincerità di messaggio che premia Eleventy con una distribuzione in 420 multibrand e 12 boutique dirette nel mondo che hanno portato il fatturato a crescere fino a 28 milioni di euro in appena 12 anni.

Per Chorustyle , marchio Made in Italy che ha debuttato un anno fa, di cui è amministratore delegato Gianluigi Belotti, il cashmere ha un’anima green per la capsule di fibra nobile riciclata di 30 pezzi per lei e per lui, tutto in cromie naturali ed ecologiche.

Da Cividini il pianeta della maglieria si diffonde in ogni tipologia di pull da uomo, dai più leggeri a quelli da sport invernali: Piero Cividini sorprende con la tecnica jet print che unisce alta tecnologia ad alto artigianato e si applica solo al puro cachemire per un lusso personale, spesso inarrivabile.