Gucci, il direttore creativo Alessandro Michele
Gucci, il direttore creativo Alessandro Michele

Roma, 25 maggio 2020 - "Questo tempo trascorso in casa a Roma, dove ho vissuto come un monaco amanuense, mi ha trovato come tutti impreparato. Siamo stati fermi, come le rose nei vasi del mio terrazzo. Buio fitto, tempi morti ma vivissimi per pensare. Ho lavorato dentro di me e ho scritto alcuni pezzi di diario che poi ho postato per raccontare idee ed emozioni. La Terra ci ha richiamato all'ordine! Dopo questo cataclisma Covid non voglio tornare a lavorare e pensare come prima, nulla può essere riproposto com'era, ora dobbiamo ascoltare la Natura”. Parla Alessandro Michele, in un incontro esclusivo con i critici di moda italiani in collegamento online e squarcia il velo sul futuro della Gucci, sui nuovi riti dello stile che si staccano definitivamente dai "riti stanchi" che hanno segnato gli ultimi anni. "Farò solo due sfilate, primavera ed autunno, ma non so ancora quando per l'esattezza. Finora ho fatto sempre 5 show, ora ne riduco tre, li cancello per ridare ossigeno alla moda, alla creatività mia, del mio staff e di tutte le persone che lavorano in Gucci, che sono 17.000 - dice il direttore creativo - sempre in accordo con Marco Bizzarri, il presidente della maison, col quale in questi periodi mi sono molto confrontato. A settembre non sarò pronto per sfilare, ho deciso di dilatare i tempi della produzione, forse dopo un po'. Intanto a luglio faremo una performance online uomo e donna che si chiamerà Epilogo, e i protagonisti saranno i ragazzi e le ragazze del mio staff come è già successo a Milano per l'ultima sfilata di febbraio. Ci sarà una parte della collezione genderless che chiamerò MX”.

Il dialogo d'amore dello stilista di Gucci abbraccia tutta la creatività e tutto il sistema del fashion. "Tutto ripartirà dalla creatività, ne sono sicuro - continua Michele - e la conversazione è aperta verso tutti gli attori in palcoscenico, anche i colleghi coi quali però non mi sono confrontato. Esco dal calendario ma non contro il calendario, voglio percorrere tempi nuovi e più personali. Io adoro fare show ma ora voglio restituire giustizia al tempo creativo, anche a quello degli artigiani, devo uscire dal macrosistema per ritornare a gareggiare sulle nostre piste, per me e per la filiera che è italianissima e apprezzata. Il Made in Italy va carezzato".

Michele confessa di avere pensieri anche di grande ottimismo, di aver voglia di restituire a tutti gioia e felicità. Ma il vocabolario stesso della moda adesso deve cambiare, magari avvicinandosi all'universalità della musica classica. Basta Cruise, meglio Minuetto. E poi rallentare per attraversare il presente e puntare al futuro. Ritornano le stagioni, con autunno e primavera, ravvicinate ai momenti della vendita, con l'inizione in boutique di capi nuovi che non escludono la proposizione di modelli già visti di grande fascino. "Un abito non può vivere solo 10 giorni. Riflettiamo e dialoghiamo". Alessandro Michele dice di sentirsi come "un operaio del circo che lavora coi leoni ma anche coi trapezzisti".