Il fotografo Giovanni Gastel (Ansa)
Il fotografo Giovanni Gastel (Ansa)

 Milano, 13 marzo 2021 - Non andrà più nel buon ritiro di Filicudi, non scriverà più le care poesie che lo hanno appassionato negli ultimi dieci anni, non abbraccerà più con lo scatto e il cuore la moglie Anna Radice Fossati, i due figli e il nipotino Sebastiano nato solo 15 giorni fa. Il Covid si è portato via in modo devastante anche Giovanni Gastel, 65 anni, il gentleman della fotografia di moda, artista bravo e ironico.

Autodidatta, nato ultimo di sette figli da Ida Visconti di Modrone, sorella dell’immenso Luchino Visconti, e di Giuseppe Gastel, industriale della Carlo Erba, cresciuto tra Milano e la casa di famiglia di Cernobbio. Voleva fare il liceo artistico, ma il padre gli impose il classico e Giovanni non fu mai un secchione. A 17 anni il primo scatto e quel nascere di una passione che lo accompagnerà per tutti gli anni Settanta nello studio in un seminterrato. Poi quando scoppia a Milano il Made in Italy comincia anche la sua straordinaria carriera di fotografo di moda prima scattando per Gianfranco Ferrè e poi per Gianni Versace, per Ferragamo, Missoni, Trussardi, Armani, Chiara Boni.

Giovanni bravo, bravissimo come Ferdinando Scianna e Giampaolo Barbieri, come Oliviero Toscani ma anche Newton e Avedon. Uomo senza pose, ironico, di gran classe anche nel vestire con sciarpe e vezzoso papillon. Colto perché cresciuto con le buone letture, curioso e attento alla contemporaneità, Gastel nel 2015 ha pubblicato una autobiografia tra successi ed amarezze, 'Un eterno instante. la mia vita' per Mondadori.

Fra i suoi mentori Flavio Lucchini e Gisella Borioli come Franca Sozzani che lo ha voluto per tante cover di Vogue Italia. Pochi mesi fa la mostra al Maxxi di Roma 'The People I Like' coi ritratti di Barack Obama e Marco Pannella, Ettore Sottsass e Roberto Bolle. Commossi i ricordi di chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui. “Esiste un dolore che le parole non possono descrivere, un dolore che trascende ciò che la nostra mente può accettare perché talmente improvviso e prematuro da disorientarci - scrive Donatella Versace -. Oggi abbiamo perso un caro amico. Giovanni era un uomo che sapeva cogliere la bellezza in ogni cosa su cui posasse lo sguardo. Insieme abbiamo condiviso momenti che non dimenticheremo mai. Vogliamo ricordarlo dietro la sua amata macchina fotografica, intento a creare uno dei suoi famosi ritratti, la sua umanità e l’immensa gentilezza del suo animo. Ti porteremo sempre nei nostri cuori Giovanni. Riposa in pace”.