Sabato 20 Luglio 2024
EVA DESIDERIO
Moda

Milano fashion week: fili di stelle, veli di gioia, che romanticismo

In passerella i gioielli intellettuali di Prada, l’elegia della delicatezza di Emporio Armani, i giardini splendenti di Max Mara. Con Kiton e Genny

Da sinistra: Emporio Armani, Prada, Genny

Da sinistra: Emporio Armani, Prada, Genny

Milano, 22 settembre 2023 "Rispetto per l’atto creativo, per l’artigianalità, per abiti che parlano da sé". Miuccia Prada sintetizza così il significato della collezione per l’estate 2024 che ha presentato ieri in coppia con Raf Simons a Milano, in uno spazio tutto rosa pesca con i consueti giochi di liquidi trasparenti che piovono dal soffitto sulla passerella. In scena su tutto l’abito di organza finissima e garza nei colori dell’alba e del cielo di primavera, delicatissimi, che volano nel vento dritti ed essenziali con bande che si staccano dolcemente dal corpo e regalano un’allure modernissima.

Indimenticabile questa Prada, anche con frammenti di abiti che ornano il corpo in modo nuovo, inatteso e sorprendente, innescando in chi guarda un immediato desiderio di possesso di questi abiti, alcuni anche gioiello perché ricamati di fili di stelle, cerchi, pois, con cristalli e borchie delicati. Nero tanto, ma anche il contrasto con i toni tenui dell’organza con le calzature squillanti di raso rosso, turchese o fuxia, con quel tipico azzardo spiazzante che fa di Miuccia Prada una grande stilista che regala alle donne l’importanza (anche intellettuale) che si meritano. Con lei Raf Simons ha lavorato molto anche sulla pelle, sulle giacche over e un po’ cadenti, sui giubbotti da fatica. E alla fine applausi convinti e la chiamata alla ribalta con i due designer titolari di Fabio Zambernardi, mitico braccio destro di Miuccia per trenta anni in Prada e pure in Miu Miu che lascerà presto l’azienda dopo un sodalizio anche ideale. Un gesto di generosità, di stima e di affetto della Signora Prada verso Fabio certo commosso.

Ha ripensato ai giardini inglesi e al lavoro delle donne al tempo della seconda guerra mondiale, quando gli uomini erano al fronte, Ian Griffith direttore creativo di Max Mara che ha trasformato la Besana in un trionfo di piante verdi. Gli anni Quaranta tornano in scena nella collezione dell’azienda di Reggio Emilia presieduta da Luigi Maramotti, con una qualità e una verità che non tradisce mai le clienti. Ecco la salopette della “giardiniera” di Max Mara in cotone purissimo e in tutti i colori dei fiori, ecco il grembiule che diventa abito da sera, lo chemier lilla, la borsa a cubo, gli shorts e la borsa per l’orticultura con tante utili tasche.

“Come una brezza” si intitola la collezione dell’Emporio Armani per un’estate di sentimenti e di leggiadria contemporanea. Tutto è delicato, quasi impalpabile, il corpo è velato di giorno e di sera, piccoli top e piccoli gilet, scarpe basse da eterna ragazza, borse di rete, trasparenze pittoriche, gonne danzanti. Un’elegia di bellezza e di gioventù questo Emporio, con l’aquilotto che scende sulla passerella dentro una lampada rotonda e bianca come una luna, e le ragazze sorridono tutte, leggiadre negli abiti da sera che riecheggiano paesi e storie lontane e esotiche, come se il Signor Armani avesse raccomandato loro di farlo, per regalare gioia a chi ha guardato questa collezione dai colori soffusi, con accenni di lapislazzulo, uva e chartreuse.

Grande bellezza anche nella collezione donna di Kiton con la direttrice creativa Maria Giovanna Paone, figlia dell’indimenticabile Ciro Paone, fondatore del brand napoletano, che lancia sangalli couture molto rari, sfilature ricamate, per un’Estate Italiana che va dalla Costiera a Pantelleria, passando per la Puglia, coi colori della Natura e la morbidezza degli abiti di lino e di seta. Pezzi da ricordare come il tailleur pantalone di seta sfumata che ricorda il tramonto.

Da Genny la designer e proprietaria del brand Sara Cavazza Facchini festeggia dieci anni di lavoro e di successi in tema total white, segno di fiducia e positività, con abiti importanti per la linea e sinuosi sul corpo.