Una vita da romanzo. Una passione per la moda che l’ha conquistata sin da bambina. Che donna Gigliola Curiel! “Sarta di moda” come amava definirsi, volitiva, coraggiosa, geniale e appassionata del lavoro e della vita d’atelier, bellissima e fascinosa, di un’eleganza innata, occhi fiordaliso e capelli rosso Tiziano. Una pioniera del Made in Italy, che ha sfidato la sorte nell’immediato dopoguerra mettendo su tutta da sola l’atelier milanese che ben presto diverrà il ritrovo dell’aristocrazia e dell’industria cittadina, con signore dai nomi importanti pazze per le sue creazioni fatte per venire incontro "alla voglia di essere bella che ha ogni donna, perché le donne si vestono per ambizione e la moda deve seguire questa ambizione", come amava ripetere.

Ora questo romanzo-avventura è diventato un libro di memorie romanzate, ma pieno di mille verità prese dalla storia della famiglia Curiel, un affresco della società nel dopoguerra: Gigliola Curiel. Una vita nella moda, scritto dal nipote della sarta-stilista, nata a Trieste nel 1919, Gaetano Castellini Curiel (edito da Le Lettere).

Pagine cariche di aneddoti e di storia vera tra fascismo, nazifascismo, persecuzione degli ebrei (i Curiel triestini erano di questa religione), guerra, paure e terrore (specie per il fratello di Gigliola, Ernesto Curiel manganellato nel ‘39 e rinchiuso a Ventotene, prima oppositore, poi partigiano e medaglia d’oro al valor militare), con la creatrice che coltiva la sua arte in modo assoluto con la tenacia propria delle donne. Oggi ad alimentare il suo culto della bellezza la figlia Raffaella, per tutti affettuosamente solo Lella, famosa per le sue raffinate sfilate d’alta moda a Roma e a Milano, e la nipote Gigliola che si occupa del pret-à-porter di Curiel rieditando i famosissimi abiti e tailleur Curiellini.

"Ho impiegato tre anni nella stesura di questo libro – racconta Gaetano Castellini Curiel, imprenditore che si è formato al fianco di Letizia Moratti lavorando con successo per l’Expo a Milano – che si basa sui ricordi di famiglia, a partire dalla storia della zia Ortensia, sarta a Trieste. Fin da giovanissima Gigliola Curiel va a Milano a vendere i suoi disegni agli atelier più famosi di allora, conosce Biki e Jole Veneziani, poi a Roma lavora per Micol Fontana. Fino alla decisione nel 1945 di aprire l’atelier col suo nome in via Durini e poi via Borgogna, organizzando le prime sfilate d’alta moda italiane".