La fabbrica di Celine a Radda in Chianti
La fabbrica di Celine a Radda in Chianti

Radda in Chianti (Siena), 17 ottobre 2019 - Lavorare davanti a uno dei paesaggi più belli del mondo, in una manifattura nuova con le pareti di vetro trasparente e pensata per la qualità della vita, del lavoro, del prodotto. Immersi in una natura che è uno spettacolo e restare vicini ai luoghi del cuore, dove si nasce, dove ci si avvia ad imparare un lavoro e a diventare esperti artigiani pellettieri. Un miracolo di visione e di intelligenza che ha portato oggi all'inaugurazione della nuova fabbrica di Celine, marchio stellare del lusso nel portafoglio del Gruppo LVMH di Bernard Arnault, che ha scelto Radda in Chianti per questo secondo insediamento del brand in Toscana dopo quello di Strada in Chianti specializzato nei prototipi e sempre nella produzione di borse e piccola pelletteria, sotto la guida del direttore creativo Hedi Slimane che con le sue sfilate parigine sta sbalordendo il mondo.

Un "caso" quello del rilancio di Celine che porta a questi nuovi investimenti da parte di LVMH che ha speso più di 20 milioni di euro per questo investimento a Radda, iniziato solo due anni fa, con un lavoro egregio di progettazione archittettonica e tutela del paesaggio tramite pareti di mattoni di vetro grigi che cambiano colore con le ore e le condizioni climatiche del giorno. Qui lavorano già 129 persone, età media 34 anni, per il 58%donne e il 42% uomini, istruiti da esperti Maestri e Maestre artigiane per sette settimane per tutte le fasi produttive di una borsa alta di gamma, destinati ad aumentare nel giro di pochi mesi a 300 addetti. Quasi tutti del territorio, molti che hanno lasciato i più vari lavori pur di diventare pellettieri e per Celine, segno che i giovani sono disposti ad imparare se guidati ad hoc e assunti secondo le regole. Là dove un tempo c'erano i resti di un mobilificio il Gruppo LVMH ha costruito la manifattura su 9000 metriquadri di spazio utilizzandone 5.300 per la fabbrica vera e propria, dividendo i reparti al magazzino al controllo qualità, passando per le varie fasi della prodizione di borse come la Trio, la Besace, la Belt e la Sedici, già nei sogni delle donne di tutto il mondo grazie al genio di Hedi Slimane.

"E' un piacere essere qua - dice Toni Belloni, direttore generale LVMH - in questo meraviglioso atelier. C'è emozione ed orgoglio in questa ennesima scelta del nostro gruppo di investire e produrre in Italia, e ancora in Toscana. L'Italia per noi è una seconda patria, abbiamo 237 negozi, vari alberghi e 30 insediamenti produttivi per le varie categorie di prodotto. Non c'è ecosistema più forte del savoir faire italiano - continua Belloni - esempio perfetto di come si conciliano tecnologia e tradizione, manualità e territori. Ringrazio la Regione Toscana e il Comune di Radda in Chianti per il loro aiuto".

Anche Sidney Toledano, presidente e Ceo di LVMH FASHION GROUP, racconta della passione e della conoscenza del saper fare italiano. "Stamattina sono arrivato presto per visitare la manifattura Celine e parlare con gli operai, guardarli lavorare, vedere uscire i bei prodotti - racconta Toledano - del resto anche la fondatrice del brand Céline Vipiana negli anni Sessanta veniva a produrre le sue borse a Firenze. La mano italiana e toscana è unica al mondo per la pelletteria. Penso poi che la trasmissione del mestiere sia la cosa più importante, per questo crediamo nella formazione e affidiamo questi giovani ai più esperti. Le nostre borse parlano da sole: dicono alle donne comprami, godi della mia bellezza". Felice e soddisfatta anche Severine Merle, Ceo di Celine specie perchè "le persone di questa zona lavorano sul loro territorio, e tante avventure umane di tanti giovani arricchiranno l'azienda". Merle promette che tanti di loro cresceranno presto, faranno la meritata carriera, "perché Celine siete voi". All'inaugurazione c'erano anche l'assessore allo sviluppo economico della Regione Toscana Stefano Ciuoffo, Pier Paolo Mugnaini sindaco di Radda in Chianti, Jean Marie Tizon Industrial director di Celine che ha mostrato i vari ambienti della fabbrica, Eugenio Giani presidente del Consiglio Regionale della Toscana.