Carlo Pignatelli (Michel Comte, 2004)
Carlo Pignatelli (Michel Comte, 2004)

Milano, 4 aprile 2018 - «Cinquant'anni di lavoro? In realtà sono sessanta perché ho cominciato a cucire quando avevo otto anni», racconta Carlo Pignatelli, stilista famoso per le creazioni maschili raffinate e personali e ora anche per quelle da cerimonia al femminile, che tra pochi giorni a Milano festeggerà il mezzo secolo di creatività con una mostra e un evento nell’ambito del salone Sì Sposaitalia Collezioni. Un momento di gioia, di successo e di emozioni per questo creatore che si racconta con le immagini e i protagonisti de “Storia di un sogno”, con le foto di grandi come Bob Krieger e Michel Compte e le immagini di tante sfilate a tema bridal.

Era il 1966 quando Pignatelli lasciava la natia Latiano, in Puglia, per “salire” a Torino col sogno di un posto fisso, magari in Fiat. Ma subito capi che la sua vocazione era un’altra, legata alla sartoria, e già nel 1968 aveva aperto il suo primo, piccolo, laboratorio. «Da piccolo andavo a imparare a cucire vicino casa da un sarto che si chiamava Nino Muscio – racconta Carlo – perché a quel tempo dopo la scuola i pomeriggi si passavano così, prendevo 100 lire la settimana che davo a mamma per il pane. Eravamo otto figli, io l’ultimo. Poi andai a Brindisi in una sartoria dove imparai a cucire a mano e infine il salto a Torino con la mia macchina Pfaf come valigia».

Carlo Pignatelli(Michel Comte)Storie belle di un’Italia del passato dove i sogni si avveravano quando coraggio e volontà si assommavano a un po’ di fortuna. E così nel ‘68 dei contestatori questo giovane uomo del Sud dava un punto dietro l’altro ai suoi vestiti e alle sue giacche fino al 1971 col primo atelier in Corso Peschiera 191 e poi nel 1980 la prima sfilata al Principe di Piemonte di Torino con gli abiti confezionati con gli scampoli comprati al mercato. «I miei genitori mi hanno sempre incoraggiato e insegnato a essere sempre padrone di me stesso», racconta con nostalgia e soddisfazione oggi che è a capo di un’azienda importante del Made in Italy e che ha dedicato al ricordo di sua madre la collezione femminile Florinda.

Sono 40mila gli abiti da cerimonia per lui prodotti ogni anno da laboratori e sartorie specializzate nelle lavorazioni più preziose e sofisticate, in tessuti pregiati come sete, lane superfini e damaschi, una vera rivoluzione estetica che rompe la tradizione di un formale ingessato e superclassico per scoprire, anche nell’uomo, il lato bello della vanità per andare all’altare. «Oggi lo sposo è un uomo indipendente e deciso, non viene più a scegliere l’abito del giorno del Si con la mamma ma da solo, e vuole sbizzarrirsi ed essere anche lui unico per un giorno tanto speciale come quello del matrimonio», racconta Carlo Pignatelli che nel suo album d’onore annovera clienti come Marcello Mastroianni e Ugo Tognazzi, Pippo Baudo e Renato Zero, Gigi D’Alessio e i più importanti giocatori della Juventus che ha spesso vestito. «Mastroianni amava molto passare qualche ora in atelier, interessandosi delle lavorazioni», racconta Pignatelli che per questo cinquantesimo ha disegnato una speciale capsule. «Il grande attore quando girava ‘La donna della domenica’ si divertiva a passare un po’ di tempo tra i sarti e a scegliere dalle mazzette i tessuti per le sue giacche ».

Carlo Pignatelli al lavoroPer Pignatelli questi ultimi dieci anni stanno cambiando il volto della moda per cerimonia. «Il mio pubblico è composto di uomini che amano vestire in modo sartoriale – spiega Carlo Pignatelli – e quello che mi fa più piacere è vedere tanti giovani che si avvicinano agli abiti più eleganti con gioia, interesse e competenza. Insomma, si torna al bel vestire e c’è un risveglio per l’abito su misura e per questo ho creato la linea Carlo Pignatelli Sartoriale, una semicouture con tanti passaggi ancora tutti fatti a mano». Dopo la mostra fotografica di venerdì prossimo lo stilista partirà per Barcellona dove farà sfilare la nuova collezione per gli sposi.