Gucci, Zumi bag
Gucci, Zumi bag

Roma, 30 luglio 2019 - Alcune si chiamano col nome dato loro dallo stilista o dalla maison che le produce, altre portano il nome delle celebrities che le hanno sfoggiate e continuano a sfoggiarle. Storie di borse, storie di molte vite di molte donne, accessorio tra i più desiderati e desiderabili, custode di segreti più o meno importanti, segno di stile o di appartenenza ad una delle tante tribù del fashion. E così ogni marchio ha le sue borse iconiche, intramontabili alcune, nuovissime altre, accomunate da leggende e aneddoti curiosi, avventure appunto di moda.

Se la Lady Dior si chiama così perché era una delle passioni della principessa Diana d’Inghilterra, la Sella Bag sempre del brand del lusso francese continua la sua cavalcata del successo sia nei modelli originali inventati alcuni anni fa da John Galliano che oggi con il restyling accattivante che ha fatto l’attuale direttore creativo Maria Grazia Chiuri: nelle boutique Dior nel mondo le clienti ne vanno pazze, specie da quando la tracolla è impreziosita da decori etnici d’argento.

Storia comune di bag che hanno appassionato molte donne famose, e ancora oggi tante first lady, principesse e regine. Come la Jackie O di Gucci che dal 1950 tiene banco nel lusso mondiale, una bag piatta e discreta che ha cambiato molte facce ma ha conservato intatto il suo fascino: dai primi modelli del 1955 lanciati da una vip elegantissima come Jackie Kennedy Onassis che adorava questa hobo che teneva sempre stretta a sé a tracolla, alle rivisitazioni che ne hanno fatte tutti i direttori creativi degli ultimi decenni, fino ad Alessandro Michele.

Tutto è cominciato nel dopoguerra con le strafamose Kelly e poi le Birkin di Hermes, dedicate alle principessa Grace di Monaco e alla cantante francese Jane dai capelli lunghi e lisci, poi si arriva all’ultima Chloè Nile di Rania di Giordania, fresca di stampa sui tabloid del mondo. Mitica la Bagonghi di Roberta di Camerino in velluto veneziano (presto le collezioni del brand un po’ in sonno verranno rilanciate con la produzione e distribuzione da parte di Borbonese), come la Baguette nata nel 1997 in casa Fendi e ancora oggi un bestseller del marchio romano nel portafoglio di LVMH. Non da meno per fama da D Bag di Tod’s, ora ancora più ammaliante nel modello D Syling intramontabile e al tempo stesso sempre contemporanea. E se Carla Bruni sfoggiava spesso la Miss Viv di Roger Vivier, oggi la nuova first lady dell’Eliseo si fa sempre fotografare con in mano la borsetta logata Capucine di Louis Vuitton marchio che la sessantaquattrenne premiere dame predilige.

Sempre al top Giorgio Armani con la nuova borsa del prossimo autunno-inverno battezzata Borgonuovo 11, dall’indirizzo del suo palazzo settecentesco milanese, Palazzo Orsini, dove si è svolta l’ultima sfilata a giugno. Il savoir faire sartoriale e artigianale e lo spirito italiano e milanese della maison, ritrovati nell’iconico bauletto Borgonuovo, presentato nel 2013, e nella top-handle Le Sac 11 del 2015, si evolvono ora nella nuova Borgonuovo 11, proposta in quattro modelli, dalle forme precise, geometriche, strutturate.

Tra le it-bag dei prossimi mesi spiccano anche la Poppy Bag di Agnona, la Baby Luisa di Luisa Spagnoli, la Zumi di Gucci dedicata all’attrice e artista sperimentale Zumi Rosow che sta riscuotendo molto interesse come pure la borsa GG Marmont una delle ultime lanciate dal direttore creativo Alessandro Michele. Salvatore Ferragamo miete consensi per l’intramontabile Sofia dedicata a Sophia Loren ma lancia anche la Vara Bag col classico fiocco maison e la giovanissima Boxyz per conquistare i Millennial. Sara Casazza, stilista di Jenny, si dedica la Sara Bag dalle linee pure e geometriche, Baldinini propone la Caprice Bag, e una maestra di stile come Vivienne Westwood inneggia alla moda coi modelli Anna, Alex e Shirley Bag.