Un modello della collezione Giorgio Armani Privè primavera-estate 2021 (Ansa)
Un modello della collezione Giorgio Armani Privè primavera-estate 2021 (Ansa)

Milano, 27 gennaio 2021 - Sette minuti per bellezza, sogno, perfezione. Luci e colori dell’alta moda, prodigio di mani e di cuori, di sapienza sartoriale e di estro creativo. Quello insuperabile e rigoroso di Giorgio Armani che ieri sera ha presentato la collezione Giorgio Armani Privé sulla piattaforma dell’haute couture parigina, tra i colossi del fashion.

Primeggia come sempre Armani, maestro di leggerezza e di fluidità, con abiti senza stagione di carattere ma romantici, con giacche e pantaloni preziosi per il giorno buoni anche per il consiglio d’amministrazione e abiti da sera che sono una meraviglia, come cristalli o quadri d’autore.

La collezione Privè di Giorgio Arma

"Volevo sfilare questo Privè che rappresenta l’eccellenza del mio atelier milanese dal vivo ma le condizioni della pandemia non lo hanno permesso – spiega Giorgio Armani, in formissima e sempre concentrato sul suo lavoro – e allora eccomi on line nel calendario parigino con questo video emozionante ambientato nelle sale di Palazzo Orsini, in via Borgonuovo 11. I miei abiti in queste stanze settecentesche mi hatto fatto intitolare questo Armani Privé come Omaggio a Milano".

Giorgio Armani loda la città che lo ha accolto giovanissimo e lanciato nell’universo del fashion e reso il più grande degli stilisti perché "Milano può essere una città di eleganza, esprime pacatezza, sta a parte, per questo è un’isola nel mondo. Una città di un’eleganza non esibita ma profonda".

Lo stilista nel disegnare questa collezione ha sentito che le donne hanno sempre più voglia di abiti gentili e leggeri, sottili ma di carattere come certe giacche couture con le spalline insellate e perfette, senza alcuna supponenza, come i revers gioiello, la rosa di organza che spunta dall’abito da sera sinuoso, le corolle di tulle sul velluto, il blu Klein dell’abito di tulle corteccia per il quale sono serviti 150 metri di tessuto.

Prodigi di un atelier che lavora per le signore raffinate e ricche che ambiscono ad aver nel loro guardaroba l’esclusività dell’Armani Privé. "Nonostante il periodo certo non facile – racconta Giorgio Armani – abbiamo sempre lavorato e la signora Luciana Pasquon che dirige l’atelier e si occupa dei desideri delle clienti ha potuto aiutare nelle scelte anche col lavoro on line. Il Medio Oriente ci ha premiato, le principesse saudite continuano a sposarsi!".

Armani è convinto che "la moda deve essere ripresa nelle mani di chi la fa": ed ecco la scelta di Palazzo Orsini che ha acquistato nel 1996, dei suoi stucchi e dei suoi specchi sotto gli affreschi settecenteschi di Andrea Appiani, per dire al mondo del fashion in questo tempo solo virtuale quanto è bella l’Italia, quanto è bella Milano e la couture che è radicata nella storia della moda. Offrendo democraticamente al mondo intero con Internet un posto in prima fila a tutti. Certo niente potrà mai sostituire una sfilata dal vivo che resta "indispensabile".

"Mi piace pensare che questo mio lavoro sia sempre nel rispetto della Natura – continua Armani – per ritrovare il bello vero e insegnare ai giovani a vivere al di là delle tendenze del momento".

"L’alta moda – conclude Giorgio – non la si fa a scopo di lucro ma per mantenere il contatto con la bellezza. Dico no alle mattane dello stile che vedo su troppe passerelle, la moda vera è un’altra cosa e io sento tutta la responsabilità dei miei ottomila dipendenti".