Roma, 5 giugno 2018 - Dalla prima testimonianza del passaggio di un ‘turbinis’ lasciata, nel 152 a. C., da Giulio Ossequente nel Prodigiorum Liber, alla vivida descrizione di Niccolò Machiavelli del tornado che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto del 1456, fino ad arrivare ai recenti video pubblicati sui social network, la storia del nostro Paese è stata sempre caratterizzata da questi violenti, seppur sottostimati, fenomeni atmosferici. Considerando sia le trombe d’aria che le trombe marine – come riportato dallo studio dal titolo An updated ‘climatology’ of tornados and waterspouts in Italy, coordinato dal Cnr-Isac e appena pubblicato sull’International Journal of Climatology, rivista della Royal Meteorological Society – negli ultimi dieci anni in Italia sono stati registrati in media circa 100 tornado l’anno. I risultati della ricerca condotta da Mario Marcello Miglietta, dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isac), e Ioannis Matsangouras, del Servizio meteorologico nazionale della Grecia, sulla base dell’analisi di 10 anni di trombe marine e trombe d’aria che hanno interessato il nostro Paese ha, infatti, dimostrato che in Italia, ogni anno, avvengono in media 37 trombe d’aria e 71 trombe marine.

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"Le trombe marine si sviluppano principalmente in autunno e d’estate, con una densità di quasi un evento annuale ogni 100 km di costa – spiega Miglietta, primo autore della ricerca –. C’è tuttavia una forte variazione da zona a zona, con picchi di cinque eventi lungo la costa tirrenica. In diversi casi, più vortici sono stati visualizzati simultaneamente, arrivando sino a 13 allo stesso tempo. Le trombe d’aria, invece, possono originarsi sulla terraferma o avere origine da trombe marine che si spostano sulla terra. I primi eventi hanno frequenza massima d’estate e a fine primavera e interessano maggiormente il nord Italia. I casi ‘marittimi’, che interessano le regioni peninsulari, sono invece più frequenti a fine estate e in autunno".

Dallo studio emerge, inoltre, che l’anno più interessato da questo tipo di fenomeni è stato il 2014 con un picco di 141 trombe d’aria e 76 trombe marine mentre le zone che hanno registrato la più alta densità di trombe d’aria comprendono le coste di Lazio e Toscana, la pianura veneta e il Salento. In queste aree il numero di eventi è, infatti, confrontabile con quello degli stati degli Usa con più alta frequenza. In Italia, tuttavia, nella maggior parte dei casi si tratta di eventi deboli anche se, come emerge dallo studio, i tornado significativi, di intensità pari o superiore al grado EF2 della scala Enhanced Fujita, negli ultimi dieci anni sono stati 24 e hanno causato danni considerevoli. Proprio nel nostro Paese, infatti, si sono verificati i tornado più letali mai registrati in Europa e alcuni recenti studi sull’impatto dei tornado in Europa hanno mostrato che l’Italia è tra i paesi europei più esposti a questa minaccia. Tra gli eventi che, negli ultimi anni, hanno riportato l’interesse scientifico sul tema ricordiamo il tornado EF3 che ha colpito Taranto nel 2012, il tornado EF4 che ha colpito Mira e Dolo nel 2015 causando un morto e 72 feriti, e il tornado EF3 che nel novembre 2016 ha causato 30 feriti e due vittime vicino Roma.

"Purtroppo solo in pochi stati europei esistono procedure di allerta in caso di tornado. Vista la gravità dei danni che possono causare, sarebbe opportuno in futuro un maggiore interesse verso questo tipo di eventi", ha affermato Miglietta definendo la situazione in Italia, ancora, "inadeguata".