Meteo, le previsioni. Una settimana di gelo e neve (grafico 3bmeteo.com)
Meteo, le previsioni. Una settimana di gelo e neve (grafico 3bmeteo.com)

Roma, 2 gennaio 2019 - E' il giorno dell'annunciata irruzione artica e dell'arrivo del maltempo: l'Italia piomba nel gelo. Calo termico anche di 15 gradi - secondo le previsioni meteo - e neve nelle città della costa adriatica (Marche, Abruzzo, Molise e Puglia) e al Sud. Al Nord, dove il tempo sarà più asciutto, le temperature saranno da brividi, in particolare nelle minime che andranno sotto zero in Valpadana anche di 5-6 gradi. Ilmeteo.it annuncia anche -12 gradi per città come Trento e Bolzano. Intanto occhi sempre pù puntati sullo stratwarming (l'aumento anche di 80 gradi della temperatura nella stratosfera polare). I meteorologi stanno cercando di capire gli effetti sull'atmosfera e sulla possibilità di nuove irruzioni fredde a gennaio.

Meteo, neve al Centro Sud, anche un metro. Previsioni, Italia al gelo per giorni

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IL FREDDO - L'Italia sta per sperimentare una vera fase invernale sebbene solo alcune regioni vedranno precipitazioni: dal Nord Europa - dice 3bmeteo.com - è infatti in arrivo una irruzione di aria gelida di diretta estrazione artica, che dopo aver dilagato sul Centro Est Europa punterà anche l'Italia. Il meteorologo Edoardo Ferrara spiega: "Proprio su Alpi orientali e dorsale (specie adriatica) avremo almeno due giornate di ghiaccio con massime sottozero o prossime ad esso e valori fino a -12 gradi a 1.500 metri, -8/-10 gradi a 1.000 metri. Gelate diffuse anche sulle pianure del Centro Nord, dove le massime potranno non superare i 6-8 gradi anche nelle aree soleggiate (salvo punte superiori su Liguria e Isole Maggiori): sulle coste adriatiche non si andrà oltre i 3-5 gradi".

Emilia Romagna, l'allerta meteo per vento e "temperature estreme"

In Alto Adige a causa dei venti gelidi con raffiche che a fondovalle sono arrivate fino a 80 chilometri orari superando i 100 sui rilievi, hanno fatto scendere sensibilmente le temperature. Nelle vallate la colonnina di mercurio rispetto al giorno di Capodanno si è abbassata di dieci gradi e in montagna sopra i 3.000 metri ha toccato i -21 gradi in particolare sui rilievi della Val d'Ultimo e Val Senales.

NEVE: QUANDO E DOVE - "Il tracollo termico favorirà rovesci di neve fin sulle coste di Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, inizialmente a quote collinari tra Basilicata e Puglia ma anche qui fino in pianura entro la notte di giovedì 3 gennaio - prosegue Ferrara di 3bmeteo.com -. La neve raggiungerà anche le pianure del Salento entro la mattina di venerdì 4 gennaio. Sempre entro venerdì 4 gennaio rovesci di neve fino in collina interesseranno la Calabria, segnatamente il comparto nord orientale, con fiocchi non esclusi a tratti in pianura sul crotonese; neve a quote collinari anche sulla Sicilia tirrenica con fiocchi misti a pioggia possibili sulla costa durante i fenomeni più intensi. Un po' di neve si spingerà pure sulla Campania interna, ma con a tratti uno sfondamento possibile fin quasi sulla costa nella notte tra giovedì e venerdì; neve a tratti anche su dorsale laziale e Umbria specie orientale a confine con le Marche. Sul resto d'Italia invece freddo ma sostanzialmente asciutto e in prevalenza assolato. Da segnalare che i venti forti di Tramontana e Grecale potranno conferire alle nevicate anche carattere di bufera, in particolare sulla dorsale adriatica ma a tratti anche lungo i litorali. Sabato 5 residue nevicate a quote basse al Sud e adriatiche, mentre per l'Epifania si dovrebbe avere una breve tregua con rialzo delle temperature".

LE CITTA' NEL MIRINO - Tra le varie città a rischio neve vengono segnalate Rimini, Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli, Teramo, Pescara, L'Aquila, Chieti, Vasto, Campobasso, Termoli, entro venerdì anche Foggia, Bari, Lecce, Brindisi. Neve possibile anche ad Avellino, Benevento, Potenza, Matera; fiocchi non esclusi nella notte tra giovedì e venerdì anche a Salerno, Caserta e Napoli. Sempre tra giovedì notte e venerdì mattina sarà possibile neve a tratti anche a Crotone. Nel corso di venerdì pioggia mista a neve non esclusa anche tra Palermo, Messina e Reggio Calabria durante i fenomeni più intensi. "Purtroppo freddo e neve non risparmieranno le aree terremotate, in particolare la zona di Ussita, Camerino, oltre che Norcia e a tratti Amatrice, con temperature abbondantemente sottozero", aggiunge.

QUANTA NEVE CADRA' - "Gli accumuli saranno estremamente variabili in funzione delle bande di precipitazioni, che saranno irregolari mancando un fronte definito. Ad oggi sono possibili fino ad oltre 40-50 centimetri di neve fresca su Appennino e sub-appennino abruzzese, Daunia ma anche Sibillini, oltre 70-80 centimetri tra Majella e Appennino molisano, fino a 20-40 centimetri sulle Murge. I rovesci saranno distribuiti in modo molto irregolare, ma laddove colpiranno in modo significativo potranno scaricare anche oltre 5-10 centimetri pure in pianura e sulle coste dalle Marche alla Puglia. Saranno dunque possibili disagi alla circolazione", concludono da 3bmeteo.com.

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ALLARME DELLA COLDIRETTI - "Il forte e repentino abbassamento della temperatura con l'arrivo del gelo artico colpisce verdure e ortaggi coltivati all'aperto ma a preoccupare e anche la situazione negli allevamenti dove gli animali sono impreparati al grande freddo". È quanto afferma la Coldiretti in riferimento all'ondata di maltempo. "Nelle campagne - sottolinea l'associazione - con temperature sotto lo zero sono a rischio le coltivazioni invernali come cavoli, verze, cicorie e broccoli ma lo sbalzo termico improvviso ha inevitabilmente un impatto anche sull'aumento dei costi di riscaldamento delle produzioni in serra". "Il conto per l'agricoltura - continua la Coldiretti - potrebbe salire in misura esponenziale perché con le temperature di molti gradi al di sotto dello zero per più giorni rischiano di essere compromesse anche le piante, dagli agrumi agli ulivi già decimati a causa dell'ondata di gelo di Burian lo scorso anno. Siamo di fronte - conclude la nota - all'ennesima anomalia dopo un 2018 segnato da un andamento climatico estremo con caldo, siccità alternati a violenti temporali e gelo che hanno causato danni di oltre un miliardo e mezzo all'agricoltura".