Previsioni meteo, neve sulle Alpi (Istock)
Previsioni meteo, neve sulle Alpi (Istock)

Roma, 12 gennaio 2019 - Le ultime previsioni meteo confermano: la tregua al maltempo ha le ore contate. Dopo un sabato di 'calma' nei cieli, che coincide con l'apice del freddo, l'Italia sarà attraversata da una nuova fase ciclonica, seppure breve e di bassa intensità. La buona notizia è che dovrebbe riportare la neve sulle Alpi, almeno sopra i mille metri. Una benedizione per la siccità, anche se i fenomeni saranno tutt'altro che risolutivi: si limiteranno ai rilievi di confine, lasciando a secco il resto del Settentrione. La stessa perturbazione toccherà anche il Centrosud, con vento Maestrale a burrasca che potrebbe raggiungere la velocità di 100 km/h. Intanto gli esperti continuano a guardare alla seconda metà di gennaio come a un momento di svolta, in senso gelido. La data su cui convergono ilMeteo.it e 3bMeteo - da prendere con la consueta cautela - è quella del 20 gennaio. C'entra l'ormai noto fenomeno dello strawarming, che torniamo a spiegare più sotto. Ma andiamo per ordine. 

PERTURBAZIONE TRA DOMENICA E LUNEDI' - Il tempo stabile di questo sabato 12 gennaio precede l'avvicinamento di una nuova perturbazione dal Nord Atlantico che determinerà tra domenica 13 e lunedì 14 gennaio "un peggioramento sulle Alpi, specie confinali, con nevicate dai 1000/1500m", comunica il Centro Epson Meteo. Ma il fronte ciclonico si ripresenterà anche al Sud, soprattutto sul versante Tirrenico:  "Piogge sparse interesseranno fin dal mattino di domenica la Sardegna, per poi estendersi anche alla Sicilia", scrive ilMeteo.it che mette in guardia dal forte vento (previste raffiche fino ai 100 km/h) e dalle mareggiate. Sulle coste sarde "le onde potrebbero superare anche i 4-5 metri".  Il vento la farà da padrone un po' in tutto il Paese con folate di Foehn al Nordovest e nelle vallate alpine. 

DOVE NEVICHERA'  - Le nevicate, deboli nella giornata di domenica 13 gennaio, si intensificheranno nella giornata di lunedì 14. La Dama bianca però scenderà soprattutto sui monti di confine, a partire dai mille metri,  sconfinando al massimo fino in Valle D'Aosta e nell'alta valle dell'Adige, mentre resterà all'asciutto il resto del Nord, sottovento alle Alpi, dove la siccità continua a rendere particolarmente gravoso il problema dello smog. Maltempo invece al Centrosud. Il Centro Epson Meteo descrive così la situazione: "Piogge su Lazio, Campania, Marche, Abruzzo, ma soprattutto su Calabria e nord Sicilia con fenomeni anche temporaleschi, neve dai 1000/1200m e qualche fenomeno fin sulla Puglia". 

Per tornare a vedere la pioggia al Settentrione bisognerà aspettare almeno la metà della prossima settimana, quando "grazie all'ingresso di correnti umide atlantiche" - fa sapere il Centro Epson Meteo - correnti umide potrebbero interrompere la lunga fase secca. 

SVOLTA GELIDA DAL 20 GENNAIO? - In una prospettiva a lungo termine, sembra consolidarsi l'ipotesi di una sterzata gelata verso la fine del mese. Secondo le stime de ilMeteo.it il cambiamento, causato da un "rafforzamento dell'Alta pressione sulle Azzorre" e dalla conseguente discesa di un "nucleo gelido di origine Artica", dovrebbe interessare "già dalla prossima settimana" le regioni del Nord, con neve "oltre i 500 metri di quota".  Un'ulteriore accelerazione è prevista da "domenica 20 Gennaio", quando i fiocchi bianchi potrebbero scendere fino in pianura. Per i giorni successivi ilMeteo.it si spinge oltre, arrivando a ipotizzare neve fino a Roma.

Il quadro, seppure più cauto e meno dettagliato, è confermato nella sostanza da 3bMeteo.it che, nel ricostruire le tendenze del mese, tira in ballo il cosiddetto fenomeno dello stratwarming. Lo stratwarming è il riscaldamento rapido e anomalo della stratosfera che determina discese di aria fredda verso le medie latitudini. Le ripercussioni si dovrebbero avvertire in Italia nell'ultima parte del mese. "Già allo scadere della seconda decade di gennaio si potrebbero vedere i primi segnali del cambiamento con qualche perturbazione dal Nord Atlantico e il ritorno di qualche fenomeno su quelle zone d'Italia che fin'ora hanno visto poco o nulla di invernale".